Abele Longo

by

disegno di Sophia, la bimba di Abele.

Domande

Non sapeva il vecchio
quanto è triste un bambino
che non fa domande
e infastidito rispondeva
con un grugnito.

Cosa chiedeva il bambino? Non ricordo,
so solo che se ne stava zitto per ore
mentre gli altri giocavano a pallone.

*

Le cose di una vita

Una striscia di case sul mare
un branco di cani
l’inverno dei tossici randagi.

La tenga bene signora è morta
qui mia madre sola di crepacuore.

Fu un rumore in cucina a svegliarla,
i cani che guaivano.

Una delle due consolò l’altra.

Conosce la rotta del vento
la polvere che sfida
le cose di una vita.

*

Quando muore qualcuno

Quando muore qualcuno
c’è sempre tanta strada da fare
un sole pallido sulle lamiere
il traffico assordante che accompagna
i motti di spirito di qualcuno
che conosceva bene la buonanima

Fino a quando la macchina non imbocca
una stradina di campagna
e le ombre dei salici si stagliano
contro una luce cinerina
che tutto attutisce e spande uniforme

*
Demetra

Rimasta sola
una vedova va
consolata in famiglia
assicurano i medici
toccandole per questo
le carni ancora giovani

Come i potenti
si circondono di sensali
vuota speculare
immagine della cancrena
la trama leviga
una lastra scura

Ogni presentimento
uno squarcio già compiuto

*

Stormy Weather

Un temporale si abbatte
mentre sono in bicicletta
vuota la mente
sfiora a filo d’erba

vermi che si torcono
nella terra nuda
maciullati dall’insania
di piste fuori strada

belati di pecore
coprono lo schianto
a casa mia figlia
chiederà una storia

nella penombra
della sua stanza
ogni goccia distilla
l’inverno che cade.

Abele Longo – Inediti da Reversibilità (Edizioni Accademia di Terra d’Otranto)

Curatore del sito Neobar

…………………………………………………………….

Le cose della vita: prendo a prestito il titolo di una delle poesie qui presentate, per delineare il mio percorso di lettura di questa poesia che sa quanto siano le “domande”, più che le risposte, a tessere il nostro stare, tanto più come “fanciullini”, al mondo.

-Che cosa è? – chiede infatti ripetutamente il bambino e noi gli consegniamo il nome come investitura e chiave dell’oggetto, aprendolo così al tutto come resto millenario, indistinto e stratificato delle cose.
Allo stesso modo, ogni singola poesia di Abele Longo pone “cose della vita”, domande, e nel farlo risponde, non perché questa poesia abbia le risposte o, perlomeno, non in quanto le abbia pronte, da restituire bellamente infiorettate in versi, né perché le vengano provvidenzialmente suggerite da una qualche bocca oracolare; non ha risposte, ma risponde, nel senso che cor-risponde, a se stessa e al lettore.
E lo fa restituendo vite, tracciate in componimenti solitamente brevi, sempre arguti, spesso messi in scena in medias res, già avviati, proprio come sono già avviate le esistenze al momento di essere trasposte nei versi (“Non sapeva il vecchio“, “Quando muore qualcuno”, …).

Sono componimenti brevi non per reticenza gratuita, ma in grazia di una parola intrisa di pudore e pietas, che, proprio per questo, assume un dettato asciutto ed essenziale, lasciando semmai al lettore il molto di inespresso o sottinteso.
Così, pure all’interno di un lessico e di una sintassi chiari, tale dettato risulta spesso ambiguo, di un’ambiguità originaria, ontologica, delle cose in sé, perché la poesia, mi pare suggerisca Abele con la sua scrittura, può dire nel modo e fin dove arriva il medium del dicibile, non oltre, o, al massimo, giungere fino al varco, al margine, in un pre-sentimento già avvenuto e tuttavia sempre riproposto e da riproporre: “Ogni presentimento /uno squarcio già compiuto”.

Ogni singolo testo dunque è un fotogramma, un pezzo piccolo di esistenza a filmare in una specie di sineddoche, se non il tutto, almeno il tutto che è necessario raccontare, laddove necessario contiene sia l’impellenza del fissare l’ispirazione poetica, sia la responsabilità delle parole nei confronti delle cose che le parole stesse vanno a configurare.

“A casa mia figlia / chiederà una storia”, scrive nella poesia “Stormy Weather”, e questa richiesta, non a caso dopo-dentro un tempo tempestoso, sale dal calore familiare a domandare per sé e per la communitas, ancora una volta, il munus della parola: una/la storia, quella che “ogni goccia” di noi “distilla”, anche in barba o in virtù dell’”inverno che cade” come un sipario o come la neve.

Margherita Ealla

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19 Risposte to “Abele Longo”

  1. Anonimo Says:

    Quando muore qualcuno
    c’è sempre tanta strada da fare
    ………….
    un continuo esorcizzare
    il cammino………

    Bei testi e bella nota di Margherita
    un caro saluto
    mm

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  2. romeo raja Says:

    Sempre stordito dalla tua poesia Abele, e seppure Margherita ne tracci dei percorsi ben precisi ci sono atmosfere rarefatte capaci di prendere lo sguardo del lettore con il momento del lettore, così capita per esempio leggendo ” domande ” di essere il vecchio e la volta dopo il bambino in un verso che si muove con il sentimento di chi legge. bravissimo e molto bella la lettura di Margherita.
    Un saluto.

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  3. Anna Maria Curci Says:

    Musica pensosa di persone e storie, passo dopo passo. Grazie per i testi di Abele e la presentazione di Margherita.

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  4. rosaria di donato Says:

    Conoscevo già questi testi di Abele che rileggo, tuttavia, con grande stupore. Fotogrammi di vita fermati sul foglio come scrive giustamente Margherita.
    Bello il disegno di Sophia!
    Un abbraccio,
    Rosaria

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  5. Nel Giardino dei poeti…. | Neobar Says:

    […] esterni: differenze razziali, religiose, … Continue reading → Il giardino dei poetiAbele LongoDomande Non sapeva il vecchio quanto è triste un bambino che non fa domande e infastidito […]

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  6. Ad Sidera Says:

    Come giustamente nota Margherita “tale dettato risulta spesso ambiguo, di un’ambiguità originaria, ontologica, delle cose in sé (..)”: è vero! Sono poesie dense, iperreali, surreali, che non conoscevo (Abele, mi perdonerai!) e che ho letto e riletto più volte adesso tutto d’un fiato. Splendide tutte! anche se Le Cose di Una Vita è eccezionale, per il mio gusto….

    p.s.: sarà una mia autosuggestione, ma ci trovo un andamento, uno spirito molto…anglosassone 🙂

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  7. frantzisca Says:

    Emozionata e colpita da tutte le letture, forse perchè in ognuna di queste poesie ho ritrovato accadimenti a me familiari, ma “Domande” unisce due solitudini che non avrebbero motivo d’essere se il vecchio avesse imparato ad amare…
    Ringraziamenti a Cristina per avermi fatto conoscere la poesia di Abele, a Margherita per la bellissima e acuta presentazione.
    I miei complimenti ad Abele, e grazie per le emozioni e gli spunti di riflessione.

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  8. domenica luise Says:

    Sono frammenti di vita trasformata in poesia. Ci sento dentro la mestizia della consapevolezza di un’incomunicabilità fondamentale tra gli esseri umani: il vecchio, che risponde con un grugnito alle poche domande del bambino riducendolo al silenzio mentre gli altri giocano a pallone; in casa ci sono tre donne, la madre muore sola di crepacuore, i cani guaiscono, una delle due consola l’altra, ma la madre, nel morire, fu sola: poche parole scarne per una tragedia universale, l’immensa solitudine di ognuno di noi, che invano tentiamo di lenire e talvolta ci illudiamo di avere trovato un amico, un amore, una poesia, finalmente qualcosa di vivo. Il tono dimesso valorizza il contenuto anziché attenuarlo. C’è questa normalità del quotidiano che ci trafigge. Quando muore qualcuno ci sentiamo proprio come Abele scrive: appannati. E c’è l’ipocrisia umana ed il falso amore dei medici, che visitano la vedova soltanto per toccarle le carni ancora giovani. È una visione di disamore nella quale si abbatte la tempesta e i vermi si torcono nella terra, a casa la figlia, ancora piccola, chiederà una favola al papà arrivato tutto bagnato in bicicletta, proprio come io la chiedevo a mio padre, e lui, che non aveva voglia di mettersi con me, rispondeva sempre: e così io non gliela chiesi più, anzi non gli raccontai più niente di me o così poco da essere niente, proprio come quel bimbo della prima poesia di Abele qui pubblicata, che smette di fare domande a cui “i grandi” non rispondono perché gli sembra tempo perduto.

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  9. Abele Longo Says:

    Qui mi sento veramente in un giardino – protetto dalle cure di Cristina e Margherita, che ringrazio di cuore. Qui dove vivo, in Inghilterra, nelle scuole elementari, i bambini fanno a turno delle presentazioni chiamate “Show and Tell”, in cui raccontano delle storie, anche personali, accompagnandole con delle immagini. Grazie quindi per aver reso felice mia figlia che sta preparando il suo Show and Tell con il suo disegno, le poesie di papà che nessuno capirà e le informazioni che ha raccolto da me. Mia figlia mi ha chiesto se tutti nel mondo vedranno il suo disegno – le ho detto che in Italia qualcuno sì, ma forse qualcuno anche in Inghilterra – sicuramente i vicini (i vicini della casa accanto mi hanno confessato che traducono le mie poesie con google, e chissà se non stannno traducendo questo commento nel frattempo – insomma mi spiano con google. Lui, il marito, le ha trovate un po’ “sad”, tristi, che detto da lui significa deprimenti; e comunque ha sottolineato che non è un giudizio negativo perché c’è anche chi scrive poesie come le mie).
    ringrazio anche
    Maurizio – esorcizzo da sempre, ché la paura della morte ce l’hanno inculcata da bambini
    Romeo – sì, mi piace passare da una soggettiva all’altra
    Anna Maria – la musica è un’aspirazione e mi ha formato un carattere solitario
    Rosaria – attenta lettrice delle mie cose
    Loredana – tutto viene attutito dalla pioggia…
    Anna – che conferma che non sono il tipo che invita gli amici a lasciare commenti alle proprie poesie (ci speravo comunque visto che ho messo un link su Neobar 🙂
    Francesca – che mi ha commosso
    Mimma – che mi riassume magnificamente
    abele

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  10. cristina bove Says:

    Carissimo Abele
    samo noi che ringraziamo te, per averci affidato le tue poesie e il disegno dolcissimo di Sophia.
    Avrei dovuto commentare prima che tu ringraziassi, ma ho atteso che ci fossero altre voci ancora.
    Non hai voluto che si facessero riferimenti alla tua professione, né ad altre notizie riguardo alla tua persona, e quindi siamo molto felici che tu ci abbia reso amichevolmente partecipi di questo tuo stralcio di vita.
    Ecco, il link per Neobar l’ho dimenticato io, e me ne scuso.
    Provvederò subito a metterlo in evidenza sotto i tuoi testi.
    Grazie ancora a te e a tutti i lettori e commentatori di questo Giardino.

    cb

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    • Abele Longo Says:

      Cara Cristina, sai dell’affetto e della stima. Sei una persona speciale e questo giardino rispecchia la tua luce.
      grazie ancora e a presto
      abele

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  11. nugae11 Says:

    E’ un vero piacere leggere i versi incisivi e stupendamente attuali, nella loro compostezza formale, di Abele.Una bella penna che ha molto da dire…Grazie Cristina !

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  12. monica martinelli Says:

    Versi (di)stillati di vita, di vita e di morte, di cose, di ombre e temporali, di incomunicabilità che si trasforma in parole poetiche che colpiscono per immediatezza e sensibilità e che traghettano in una quotidianità che fa riflettere. “Ogni presentimento/ uno squarcio già compiuto”. Grazie a Margherita Ealla per la chiara e acuta lettura di queste poesie di Abele in cui è possibile e bello (ri)specchiarsi.
    Un saluto
    monica

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  13. margherita ealla Says:

    Ringrazio anch’io tutti per avere letto con me.
    Ringrazio Cristina e Abele per questa opportunità
    Ciao!

    ps: Sophia è bravissima, mi piace quel vestito tutto piume lilla (anni ’30, di gran classe :))
    e mi piace quella pecorella che accompagna la bambina, che un poco l’accarezza, ma anche le indica “non troppo” :), mentre le stelle e i cuori stanno a guardare vicini vicini.
    Bacioni cari a Sophia e (dato che sono buona) uno anche al papà

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  14. methsambiase Says:

    Sembra che tutto il magma del quotidiano sentire e soffrire sia passato attraverso questi (mozzafiato) versi. Ma Demetra, di cui subisco il fascino archetipo, è quella che mi sento di sottolineare con la chiusa che squarcia il futuro rattoppandolo in grigio. E mi accodo ad ogni complimento lasciato come saluto da chi mi ha preceduto.

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  15. Abele Longo Says:

    un grazie di cuore anche a
    Monica – molto contento del’empatia, ciao!
    Margherita – bacioni dalla mia piccola e da me e grazie ancora :))
    Meth – contento di conoscerti, ho visto il nuovo post, vado a leggerti:-)
    abele

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  16. Abele Longo: «Reversibilità» « Blog letterario collettivo Says:

    […] https://giardinodeipoeti.wordpress.com/2012/02/07/abele-longo/ […]

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