Maria Allo

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Una presa di coscienza dolorosa della vita cerca di esprimersi il più potentemente e nudamente possibile nella poesia di Maria Allo: “I sogni diventano poltiglia… lungo spoglie di guinzagli gela una rinascita di solitudini…il mondo svende Cristo in agonia”.

Non è soltanto la sofferenza personale della poetessa, ma la sofferenza umana storica del passato, del presente e del futuro. Eppure la poetessa voleva e sapeva amare: “un dono me stessa in un attimo per ogni creatura”, ma subito dopo: “dove starà l’amore…”.

Talora tutti lo chiediamo a noi stessi contando quelli che si sono allontanati e chiedendoci il perché, cosa ci fosse in noi che non andava e come li abbiamo stancati così tanto da sparire. La vita batte i suoi colpi e gli innocenti sono quelli che maggiormente ne soffrono vedendo tutt’intorno a sè che “Vuoto cigola sui cardini del nulla…Non esiste verità…Con la bocca impastata del mattino a brandelli si spazzola la speranza”.

E ancora: “La verità nel buio del fogliame”, ossia nel buio dei nostri pensieri, “vento che offusca sconfitte tra erranze e assenze”: gli amati sono andati via, fuggiti, è questa la ragione del grande dolore e della speranza a brandelli. Rimangono “parole a mozziconi da inchiodare”, le parole delle poesie.

Domenica Luise

non è qui il senso
*
gradino per gradino
unica superstite
la pagina traccia
*
in punta di piedi
*
sul filo di neve
avventura viaggio
scoperta cattura
un centro di infinità
alpha e omega
*
porgo orecchio
a un mosaico
tutto da comporre
*
un greto di fughe
si dipana
fuoco arde
su ombra di luna
dissacra ironie
in orizzonte
senza prospettive
*

i sogni diventano
poltiglia
nel mormorio (umido)
del vento
brandelli di carni
silenziano
palpebre infuse
di pietà
lungo sponde
di guinzagli
gela una rinascita
di solitudine
più alta
col silenzio pieno
della notte
e la notte senza fine
nudità di parole
brucia tutte le faville
il mondo
svende Cristo in agonia

*
porgo orecchio
a un mosaico
tutto da comporre

*
un granello
me stessa dentro
quel distacco
un dono
me stessa
in un attimo
per ogni creatura
altra memoria ritrovata
controvento
terra bagnata pareti vuote
luoghi di dissenso
su versi
di bellezza e arcobaleni
attendi una vita
segnata da qualche parte
un destino di nuvole
un puzzle di fermate
sgomento di piede
che non regge
la caduta
*
dove starà l’amore…
*
pioggia di anestesia
stralci di sogni arresi
*
rimani in quello che è tuo
*
attraversi il mondo
con il cuore in gola
finchè vivrai
finchè camminerai
ma con le parole
ne farai memoria
donna
*
non esiste verità
apre le sue chiuse
apre le sue rovine
di integrità
in un momento
ascolto il rumore
del tuo sangue
che stilla oltre l’orizzonte
sogni ombre voli
nei tuoi occhi
svanisco nel gelo
vuoto cigola
sui cardini
del Nulla

la verità una trappola
di macerie e polvere
nei deserti
*
con la bocca
impastata del mattino
a brandelli si spazzola
la speranza
in un’attesa che forgia
labbra di anima
come tocco di coltello
nel ventre di un verso
*

oltre il silenzio
con due volti
voragine e sole
marchio di deportazione
nei gironi
dove si perde terra
fauci su parole
a mozziconi
da inchiodare

un lampo negli occhi
nella pelle nel sangue
srotola semi
di attesa
confine di vento
che offusca sconfitte
su erranze e assenze
come genesi
su radici di quercia
dove fluisce
la parola
che traduce gocce
fra due luci
*
bisbigli di corvi a sera
*
la verità
nel buio
del fogliame

Maria Allo è nata a Santa Teresa di Riva (ME). Attualmente vive a Riposto (CT). Si è laureata in Lettere Classiche presso l’Università di Messina, è docente di Italiano e Latino in un liceo della provincia di Catania. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni antologiche e la silloge I sentieri della speranza (Gabrieli, Roma). Nel 1983 e 1984 ha ricevuto il Premio “Casentino” di poesia indetto dal Comune di Firenze e il Premio “Giuseppe Sciva” di Messina; nel 1984 il Premio “Città di Sant’Agata di Militello” indetto dall’Ancol (Messina); nel 1984 il Premio “Città del Peloro ed. il Galeone; nel 1984 il premio “Etna d’oro – Oscar Sicilia” indetto dal Centro “Giuseppe Macherione” di Giarre; nel 1985 il “Grand Prix Mediterranée” indetto dall’Accademia d’Europa di Napoli; nel 1986 il secondo premio “Città di Boretto” in collaborazione con l’Asociación Cultural Italo-Hispánica “Cristobal Colon”, Madrid-Spagna; nel 1987 il primo premio exaequo per la silloge di poesia dal Centro di Cultura “Pensiero ed Arte” di Bari; nel 1987 il gran trofeo mondiale “New York” USA per la poesia indetto dall’Accademia del Fiorino di Firenze. Ha curato diverse edizioni della manifestazione “Artemare” di Riposto. Modera come autrice due blog di poesia, diversi blog didattici ed è redattrice di “Aetnascuola”. Alcune sue poesie sono state lette e commentate su Rai Notte nella trasmissione Inconscio, magia e psiche curata da Gabriele La Porta.

I suoi libri:

Riflessi di Rugiada

Cose sparse di me

 

i suoi  blog

http://nugae11.wordpress.com/

http://www.zam.it/1.php?articolo_id=3207&id_autore=18222

 

 

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4 Risposte to “Maria Allo”

  1. fattorina1 Says:

    Versi brevi e scabri, parole aspre, semanticamente afferenti al campo del dolore, della crudeltà, del rifiuto: non sono certo consolatorie queste poesie di Maria Allo – Di tanto in tanto barcolla sulle sue amarezze e trae semi subito dispersi dalla burrasca che sempre imperversa come se fosse nell’intimo delle cose oltre che delle persone. Così si sommano perdite a perdite, crudezze ad amarezze , confine di vento che offusca sconfitte:
    ” su erranze e assenze
    come genesi
    su radici di quercia
    dove fluisce
    la parola
    che traduce gocce
    fra due luci”
    Resta la parola, per un poeta di alternativo c’è il silenzio.
    Narda

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  2. maria allo Says:

    La poesia io la sento fisicamente e la vivo , mi viene da un’attitudine della mente o dall’essere ,è come se fossi recisa da suoni rauchi che mi percuotono e si levano con la carne, la vivo nei silenzi che mi cigolano o nei punti affilati che mi puntellano la testa di parole .La vivo nelle vibrazioni del fuoco di un tramonto,del glicine prima di fiorire ,da sempre.Tra me e l’infinito un mucchio di pietre , ma mia poesia non è partorita da abbandoni o assenze perchè la poesia è assenza.Diceva Carmelo Bene:“La poesia è distacco, lontananza, assenza, separatezza, malattia, delirio, suono, e soprattutto, urgenza, vita, sofferenza. È l’abisso che scinde orale e scritto.”Grazie infinite a Domenica Luise.

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  3. domenica luise Says:

    Grazie a te, Maria, per la coraggiosa espansione di te verso ognuno di noi, comunanza di umanità che duole e si dice in parole di sale. E che il dolore sia seme di gioia e luce, la vita ti sveli la sua sorpresa e chi ti legge ne partecipi.

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  4. Il giardino dei poeti | maria allo Says:

    […] Sono qui […]

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