Giovanni Baldaccini

by

giovanni baldaccini

ritrattistica a tempo

Racchiuso verso te partire allora
diversamente statico tra noi
considerando appena la valigia
del mondo che succede
nelle ripetizioni da portare
e le foglie di sera
attimi
come fanciulle brevi tra le dita
quando ti sfoglio i petali
le ore
i medaglioni chiusi
le incisioni
ritrattistica a tempo
colature
strette nelle cornici della sera
che passa
mentre mi saldo all’anima
e la cena tra poco
nella solita stanza col camino.

verso ancora

Aspettami sotto casa
verso dopodomani o ancora
e se il cielo è di pioggia
indossa
qualche nuvola sparsa.
Poi la finestra è aperta
e le domande
tirale sottovento
altrimenti gli odori copriranno
tutto il gusto d’amaro.
Non assicuro niente:
tu rimani
e l’ombrello appoggiato contro il muro
legaci fazzoletti
e vento
che lo gonfi di sera
come una spedizione di confine.
Mandami qualche cosa da scordare
ciclamini
un biglietto forato.
Io non lo so se vengo:
capirai.

Lontano

D’altronde conoscevi
l’anonimato della porta accanto
e l’iceberg
dove a volte m’imbarco
ma non sapevi se sarei venuto
quando le scale cadono
senza vento di sera.
E tuttavia
scrutavi nella posta
recapitata da anni precedenti
in cassette e cortili
dove le palizzate chiudono
e il mare non arriva.
Dunque come potevo
attraversare
dove l’acqua si scioglie
e le rondini fanno naufragio
né scriverti
perché l’inchiostro è scuro
e senza luce
le parole non scorrono lontano.

flusso
e contumaci versi di notturni
rapaci d’alto volo
lievitavano ombre nel cervello
teso verso distanze non colmate.
Rimbalzavano scrosci i miei ricordi
nel vento che solleva
creste
fino approssimazioni d’incompiuto
e decadenti
come quando è d’inverno
colme di neve foglie dentro gli occhi.
Impossibile coglierti
se mi circondi.
Io non ho spento questa luce assente
né sono
diverso da alternanza
di viaggi e soste
malvolentieri accolte nella casa
dei giorni
nella ripetizione che attanaglia
né sfogo
di racconti di sera
inviti
lungo il fruscio del vento.
Vorrei scriverti ancora…
… scriverti
vorrei…
ma la penna si piega
e la parete
non offre sufficienti scrostature
per risalire
lungo un’ombra di sonno.
Deluso
tentavo trasfusioni…
… e sale… scende…
… eterno defluire…
… io…
… non vedo più nulla.

inedito

Fulminanti e grottesche
creature in cielo d’ocra
spargono
forme d’avviso
a terra
lingua a pioggia
come l’anima al freddo.
Briciole
dietro l’assurdo
sperdutamente intenso
scorre
a lume di candela la bufera
dentro la casa futile
luna assente
sempre imprecise: stelle.
Fonti d’azzurro altrove:
tu declini
io m’assopisco inedito.

Giovanni Baldaccini

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7 Risposte to “Giovanni Baldaccini”

  1. poetella Says:

    sempre molto emozionante leggerlo

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  2. lallaerre Says:

    L’ha ribloggato su Leggere riflettere scrivere.

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  3. giovanni baldaccini Says:

    L’ha ribloggato su scrivere per immaginie ha commentato:
    Alcune mie poesie nel “Giardino” di Cristina Bove

    Mi piace

  4. mauro pierno Says:

    Una forza nelle parole compiute “perché l’inchiostro è scuro” riconoscibili in un bassorilievo contemporaneo e sofferente.
    “Mandami qualcosa da scordare”, indimenticabile.

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  5. mauro pierno Says:

    Correggo la citazione.
    “Mandami qualche cosa da scordare”
    Mi scuso con l’autore.

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  6. giovanni baldaccini Says:

    Ringrazio Cristina per l’ospitalità e coloro che hanno voluto leggere e hanno lasciato un pensiero.

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