Maria Carmen Lama

by

 Carmen Lama

 

All’incipit del tempo
Venuta al mondo un mattino a novembre
non più silenzio non ancora voce
non più nel buio non ancora luce
dall’informe a uno slancio del pensiero
dal puro nulla all’incipit del tempo

freccia scagliata nell’eternità
                                                
                                            
Sangue blu
Tu che non consoci il mio paese
non puoi decriptare
il codice del mio DNA
e non potrai capire
perché nelle mie vene
circola acqua di mare –

                                           

Lontano
Lontano
come per un timore quasi sacro
come per una scelta ragionata
tanto da sentirne la retorica
convulsa, arrampicata sugli specchi
d’un’attiva indolenza quasi magica

Lontano tanto
da sentire un dolore sulle tempie
un dolore perfetto e persistente
per la forte pressione
del silenzio

                                                 

Al Morteratsch
mi distrae una nuvola, si sfrangia,
inverte la visione, mi confonde
stavo vedendo un’orsa, quasi il carro minore,
e sotto gli occhi mi diventa un fiore
poi mi sparisce sotto un lungo ponte
ed entra in una specie di castello dei sogni
con tanto di torretta e intorno un lago

e non so più chi sono

so solamente che la distrazione
ha preso il sopravvento
e mi ritrovo accanto ai miei due cieli,
in una terra straniera, al Morteratsch

                                                       

Valore dell’incondizionato
Un gesto non riconosciuto si contrae
si dibatte si astrae
si ritrae
retroflette il suo corso
ne arresta il flusso
soggiace a condizioni.

Uno sguardo agonizza dentro gli occhi.

Altro
sarebbe stata la sua morte
– forse rinascita o sublime suggestione –
se solo fosse stato divelto
l’astro che congiungeva
– disgiungendoli – i gesti.

Una parola viva
 – questo soltanto –
è ammainata dentro il suo rimpianto.

                                            

Iterativo causale
Da quella volta che esplosero istanti
e che i pensieri mi ferì una scheggia
mi rimbomba nell’anima
                                    un dolore.

Nessuno e niente – mai –
può cancellare
qualsiasi cosa sia tra noi
                                    accaduta.

In_corsa nei circuiti neuronali,
esisterà per sempre tra i ricordi
ripiomberà improvvisa
                                  dentro i sogni.

Non senti come s’amplia
ancora l’eco
nello spazio
nel tempo
in un destino?

E cambiano in tal modo
gli equilibri
al moto di vettori deliranti.

Attoniti si resta
appesi al nulla.

 

Negli universi paralleli

***
Come al gatto di Erwin Schrödinger
ti riconosco la facoltà d’essere
presente e assente contemporaneamente
o viceversa
nella tua assenza più presente che mai.

Ci sei e non ci sei – ma pure
se non ci sei – ci sei

Fluttui nell’aria dove la tua forma
altera brevemente spazio e tempo
così rendi invisibile il visibile
e viceversa
vuoti l’uno nell’altro
e a sua volta nell’uno versi l’altro.

Nell’acqua dello specchio in superficie
trema il tuo volto con espressione incerta…

… sei il gatto della favola o chi sei???

Negli universi paralleli tutto è possibile –

 

 

M. Carmen Lama è nata in provincia di Messina ed è vissuta a Capo d’Orlando fino all’età di vent’anni.

Nel 1970 si è trasferita per lavoro a Milano, dove si è laureata in Filosofia, e dal ’77 vive in provincia di Lecco. 

Ha svolto attività di insegnamento e poi di Dirigente scolastica in Istituti comprensivi e al Liceo Artistico lecchese.

Ha tenuto corsi di formazione per docenti e genitori ed ha pubblicato articoli di carattere pedagogico e culturale su riviste professionali per docenti e dirigenti, con gli editori Maggioli, Fabbri, Edizioni Didattiche Gulliver.

Ha prevalenti interessi letterari e in ambito filosofico e psicologico.

Scrive recensioni, che pubblica su diversi siti web, relative a testi di vario genere e a libri di poesie.

Scrive anche poesie ed ama approfondire la conoscenza delle produzioni poetiche dei grandi del passato e  del mondo poetico attuale.

Con l’Editore Aletti ha pubblicato la silloge “Prigioniere del silenzio” e il Saggio “Verso la poesia alla ricerca di senso” (disponibili anche in e-book).

Suoi scritti sono pubblicati su diversi siti web, e sue poesie anche in alcune antologie poetiche.

 

Molte delle sue poesie si fondano su suggestioni elaborate a seguito di letture di vario genere e di saggi filosofici e psicologici, visione di film, conoscenza di fatti di cronaca.

Le poesie più personali si fondano verosimilmente su ricordi, esperienze ed emozioni profonde.

 

 

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5 Risposte to “Maria Carmen Lama”

  1. lementelettriche Says:

    Mi piace!

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  2. fattorina1 Says:

    Buoni versi sostengono buona poesia, squarci di un’esistenza vissuta e guardata quasi con stupore; gli eventi depositano concrezioni, vita alla vita. Emergono anche interrogativi che sono contraddittori, non stupiamoci, ci appartengono:
    Attoniti si resta
    appesi al nulla.
    Più avanti leggiamo :Ci sei e non ci sei – ma pure
    se non ci sei – ci sei.
    Magari in universi paralleli.
    Narda

    Liked by 1 persona

  3. carmen Says:

    Grazie!
    Sì, credo sia proprio la poesia a dare “vita alla vita”. Grazie Narda.
    Grazie Cristina, di questa tua ospitalità
    Car

    Liked by 1 persona

  4. cristina bove Says:

    grazie a te, Car!

    Mi piace

  5. Maria Carmen Lama | il giardino dei poeti Says:

    […] altre qui […]

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