Elia Belculfinè

by

Alchìmia Alchermès

 

I
Un epistolario                                      di Melville
Ritrovato in una basilica benedettina.
Svolgevo i miei studi
sulla relazione fra
il tempo meccanico e lo spazio
Lessi di un seguito al suo Moby Dick – perduto –
Le conservo gelosamente, fino ad ora
non ne avevo fatto parola.

Una bozza-
La balena ______catturata__in fine.
“a me le ossa, a me
il grasso”
Non volli credervi. Bruciai tutti i miei testi raccolti in anni di sete errabonda. L’attesa è solo un attimo prima di essere felici, non
esiste altro motivo
che giustifichi un ristagno sotto i cieli verdi – e le parole sono gli specchi _traversati da Alice, confluiti in questo tropo insulso: il trattenersi,
l’essere nudi contro la didattica delle

fo_r_m_e.

*Non sono uomo ma posso umanizzarmi.
Non sono pazzo ma per cinque minuti al
giorno indosso le vesti di giullare
senza il permesso della contea, studi che mi
comprovino i sonagli.

Né le mie vene hanno il sangue blu degli schiavi
bambini. _________ Ma riportami i fulcri della grande luce.

II
Ho avuto molti amanti
Alcuni di loro dai capelli azzurri di Pierrot
Altri tentarono
Di vedere la mia bellezza, li maledissi per sempre, ma nelle notti
                                                                                           senza lume
evoco ogni amore irragionevole,
Attraverso i mari dell’indifferenza,
e mi inabisso
nel mio mietuto igneo che è il cibo dei poeti
E dei trovatori.

III
Osservo la sua danza, mia sorella la notte,
stelle guizzo d’acciughe fra le varie modulazioni della frequenza pensiero
Non sono mai uscito
Dal centro di igiene mentale.
Il piccolo chiostro
Su cui gli infermieri spalancano le finestre
Piene di impronte digitali
Tutte uguali.

IV

Né oggi né per quello che chiami domani,
io benderò la supernova rossa del mio respiro, lo stesso vale per il tuo. Ma lasciate che sia
                         come uno scricciolo fra
Gli arcolai del
rovo, lasciate che dall’alto
del mio albero io canti il mio
poema di gioia.

– Picchiettio di piedi scalzi. Crepitio di fanali –
E ancora
                                     mi duole che _in questo
abito di seta io tanto cocciutamente sia
                                             corsa dietro a cento
                                                  cappelli rubati dal vento,

a tale amore __daltonico. Fischiante.
Quale ingenua, e dici
vantarmene – l’ insidia incessante __delle
mie __povere __carte.

Quante stelle in una chela
di granchio!

 

 

il blog di Elia

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5 Risposte to “Elia Belculfinè”

  1. tramedipensieri Says:

    Quante stelle in una chela
    di granchio!
    …….

    Liked by 1 persona

  2. tramedipensieri Says:

    Il blog di Elia è molto, molto interessante
    proprio un “cuore parlante”

    Grazie Cristina
    buona giornata 🙂

    Liked by 1 persona

  3. fattorina1 Says:

    E’ molto interessante leggere Elia, scabra, mai equivoca, diamantina. Le sue poesie non cantano, sono litanie dei viventi malgrado loro.
    Narda

    Liked by 1 persona

  4. Elia Belculfinè Says:

    Grazie! Elia

    Mi piace

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