Giulio Marchetti

by

copertina ghiaccio nero

 

Asfalto

Ogni giorno
trascino i miei passi
sull’asfalto,
grigio come la polvere
che respiro,
come la nebbia
che avvolge i pensieri.
Alla primavera
non sono invitato.
E, se è vero che ci sei,
non ti vedo.

 

Se solo fossi mio

E’ un delirio di farfalle
che cercano un soffio
di felicità
in un vento di spade.
E il essere suda
fino a stringersi
in una sintesi oscura
così simile al nulla
da renderlo invisibile.
Eppure esiste la gioia,
anche se rovesciata.
Ed è chiaro
quali angosce comporti
attraversare l’inferno da vivi.
Ogni giorno
si ride senza speranza
e muti.
Ormai
neanche una cellula
di ciò che sono
mi appartiene.
Se solo fossi mio,
volerei.

 

Delirio

Cambiare stagione ad ogni istante,
farsi male per poi stare bene,
poco importa se sparire o sparare,
a volte il sangue torna nelle vene.
Sulla soglia,
tutto il peso
della tua assenza.
Nessuna forma,
solo la tua bellezza
eguaglia la mia pena.
Una voce sottile bisbiglia:
l’amore è un inferno potenziale.
Poi il silenzio tende il filo
dell’attesa,
dove inciampo.
E ti guardo ancora.
Un blu senza limiti,
l’abisso.

 

Terra

La parola più dolce dell’autunno
è silenziosa.
Le foglie cadono dai rami
con la leggerezza
di non essere niente.
La terra è l’ultimo rifugio
del volo.
Aspetto una pioggia di stelle
a vene aperte.
Ho la pazienza
di un cuore fermo.

 

L’alfabeto del silenzio

Chissà da quale mare
emerge l’onda improvvisa
che bagna d’oro
le due rive opposte.
Chissà da quale preistoria
nascono i baci
che appartengono
all’alfabeto del silenzio.
Comunque trattengo
l’ultimo respiro
per dirti buonanotte.
Chiudo gli occhi
e li lascio volare
nei miei cieli privati.
Come sempre
la libertà del sogno
conduce a te.

 

Ghiaccio nero

Nuovi inutili giorni
fanno passare le stagioni.
Il più sottile ricatto del tempo
è l’oblio.
Ho perduto il mio cuore
durante una tempesta
di cenere e ghiaccio.
Eppure a volte lo sento
battere ancora.

 

Giulio Marchetti è nato a Roma nel 1982. Ha esordito in volume con Il sogno della vita (Novi Ligure, 2008), finalista al “Premio Carver” e segnalato con menzione speciale della giuria al Premio “Laurentum”.
Nel 2010 ha pubblicato, con prefazione di Paolo Ruffilli, Energia del vuoto (puntoacapo), seguita nel 2012 da La notte oscura (ibidem). Con Cieli immensi, tratta da quella raccolta, ha vinto il Premio “Laurentum” 2011, sezione sms.
La notte oscura ha ottenuto il III posto al Premio Nazionale di Arti Letterarie “Città di Torino” e al Premio Internazionale “Tulliola” ed è stato finalista al Premio “Città di Sassari”.
Nel 2014 ha riunito le precedenti pubblicazioni e la sezione inedita Disastri nella raccolta Apologia del sublime (puntoacapo), segnalata al Premio “Città di Sassari”.

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