Ivano Mugnaini

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Il cinema estivo

Il cinema estivo all’aperto
i vecchi del quartiere
lo ascoltano dal parapetto
del fosso.
Seduti uno accanto all’altro,
come pronti per la fucilazione,
contenti del piombo delle macchine
che lacerano il buio.
Non hanno i soldi per il biglietto.
O forse preferiscono non vedere.
Parlano, più da soli che con gli altri,
e ascoltano nell’acqua stagnante,
guizzi di pesci sporchi, inguardabili,
contenti del fango, le squame aperte
a respirare sembianze di sorrisi.
Malinconia nei visi e nelle mani:
rivedono fotogramma dopo fotogramma,
il loro film, il mitra che falcia la Magnani,
le gambe della Mangano, il riso
della Loren che accende nel corpo
e nel cuore un sole mai spento.
È questo il loro trucco, il loro
effetto speciale: restano fuori
a ridare poesia alla poesia, vita
alla vita. Noi, facciamo la fila
per vedere la commedia di Natale
in salsa estiva.

* * *

Amazzonia

Ti parlo in una lingua inventata,
un idioma ignoto, grammatica
che sguscia tra le dita.
La parola vola per chissà quali ponti,
quali nuvole, quali gabbiani. Accade la magia
e tra le mani stringo le foreste, la pioggia,
la linfa dei rami.
Ci separano oceani, milioni di gocce salate.
Vorrei potermi dire che ti ho cercata
con animo puro. Ma ho estratto dai tuoi alberi
il succo per il profitto del mio corpo
e della mente, per il mio continente
malato, per il rigoglio delle tue fronde,
per il tuo fiore dolce, invitante.
Pur sapendo di non sapere niente,
neppure l’ora della tua sera, il risveglio,
il caffè scuro delle strade, ti ho cercata.
Non ci incontreremo. Non ce la farò;
è lontana per me perfino la città dove vivo
da secoli, la finestra sulla mia tortura familiare.
Ho creduto di depredare il tuo oro. In realtà,
la Storia lo insegna, alla fine perde solo l’invasore.
Ora riesco a sperare nella tua rivolta, il sorriso
della rivoluzione.
Eppure, nel silenzio, conserverò una goccia,
un’immagine, stilla impossibile da lavare via.
L’illusione che esista davvero
l’Amazzonia al di là del mare, pianeta
assetato di cielo a dispetto del niente.
L’Amazzonia esiste, entra dentro, permane.
Sorrido anch’io, nel buio, pensandola.
E il battito del cuore, ora, è un luogo.
Sole sulle rughe di gelo dell’inverno,
sogno ancora vivo che fa respirare
l’inferno.

* * *

Sopra

La matrona imbellettata, restaurata
per l’occasione, mi si avvicina, dopo
la premiazione del mio libro nella villa
del conte con annesso vasto giardino,
e mi sussurra pian pianino, ma in maniera
che ognuno possa sentire, che ha avuto
modo di gradire ed apprezzare i miei versi,
ma, a dire il vero, a suo parere sono un po’
sopra le righe.
Ringrazio, non so bene perché, forse
per liberarmi della vista della sua cipria
e della stretta febbricitante della sua mano.
Adocchio agognante un angolo vuoto
distante dal corteo vociante, e solo
allora, al sicuro come un pesce nell’anfratto
di uno scoglio, mi metto a pensare,
cerco di risolvere il mistero, analizzo
ciò che davvero mi ha voluto dire.
Evidentemente a suo parere un vero poeta
deve essere dentro le righe, o, meglio ancora,
sotto, al sicuro, al riparo di un tetto robusto,
a prova di pioggia e grandine, saldo
più di un muro.
Forse ha ragione. Ma sta di fatto che io,
ora come ora, sotto il suo stesso tetto
non mi sento a mio agio. Non sono
in sintonia con il suo abitino color
pastello, con il suo anello incastonato
più saldo della dentiera e meno freddo
dello sguardo con cui taglia
lo spazio di questa sera che avrebbe potuto
essere quieta e solitaria, o calda di risa,
di vino e farina, magari una bella aia
con una dolce e formosa contadina,
una che non sa cos’è una metafora
e ancor meno una metonimia, ma sa
stringerti sopra il fieno maturo e dorato
con un abbraccio appassionato, sincero
di poesia.

* * *

L’ultimo lupo

L’ultimo lupo del mio paese,
si schiera docile al lato della strada.
Mi guarda passare con occhi
spenti, nuvola lontana, segreto
svelato, odore di carne essiccata.
Un tempo quello stesso lupo
divorava il vento e i vestiti,
le ruote e le tonache dei preti,
si intrufolava tra le sottane
e digrignava i denti al sole
fino a farlo fuggire, stranito.
È diventato saggio, si è arreso
ai fucili e alle urla, o è diventato
vecchio, un cucciolo ingrigito,
mucchio di ossa che non sanno
danzare.
O forse la colpa è nostra:
siamo noi che non lo sappiamo
più vedere, non lo sappiamo
odiare come un tempo, ed amare,
per ogni ululato, ogni sguardo
di rabbia e d’amore
alla terra e alla luna
che anche noi
avremmo voluto azzannare.

* * *

Il compito, il segreto

Latte di nuvole, lassù, candido
come i denti di mio padre, nel cielo
dell’estate del cinquantatre.
Guardava sorridendo le gambe sode
delle ragazze sotto le gonne ampie
a fiori freschi, accesi, come i sogni
di quell’Italia misera e felice.
Sfidava sereno, mio padre, il potere
e la gerarchia: lo rivedo ancora, nella foto
in bianco e nero scattata durante la sua naja:
senza berretto, con uno sguardo limpido;
lui, basso di statura, sovrastava
i commilitoni con la forza
dell’allegria.
Diverso oggi è il grado, il tono,
il colore del cobalto: la paura, gli occhi
di questo tempo fugace, tanto rapido
da sfrecciare via, lontano dal suo stesso cuore.
Ma forse è proprio questo il compito, il segreto:
ritrovare a poco a poco il coraggio di guardare
il sole, venendo a patti con l’orrore e la sete,
la pioggia e la terra riarsa.
La salvezza è nel riso rubato alla ragione:
restare nella luce diretta senza berretto,
senza timore, lasciando che il sole
entri negli occhi e nella mente a petto nudo,
respirando a pieni polmoni, come un cigno,
un pazzo, un bambino che urla, o forse canta,
a squarciagola, prima ancora
di saper parlare.

 

IVANO MUGNAINI

Nato a Viareggio, si è laureato a Pisa con una tesi sul teatro rinascimentale. È autore di romanzi, racconti, poesia e saggistica.

    Scrive per alcune riviste tra cui “Nuova Prosa”, “Gradiva”, “Il Grandevetro”, “Italian Poetry Review”, “Doppiozero”,  “L’ Immaginazione”.  Collabora con case editrici in qualità di redattore e curatore di recensioni ed editing. Cura il blog letterario “DEDALUS: corsi, testi e contesti di volo letterario”, www.ivanomugnainidedalus.wordpress.com
e il sito www.ivanomugnaini.it .

    Nelle rubriche “L’ombra del vero” e “Panorami congeniali” sul sito della Bompiani RCS, www.bompiani.rcslibri.it/speakerscorner ha proposto suoi racconti e “rivisitazioni” in forma di racconto di film e classici letterari.

    Suoi testi sono stati letti e commentati più volte in trasmissioni radiofoniche di Rai – Radiouno e da alcune televisioni regionali e nazionali.

     Ha collaborato come autore di lavori creativi, note e recensioni, con diverse associazioni culturali, tra cui l’Associazione “AstrolabioCultura” di Pisa, diretta da Valeria Serofilli.

     Ha presentato sue prose e liriche all’interno di manifestazioni e rassegne artistico-letterarie tra cui “Versinguerra” e “Bunker Poetico”, e brani letterari abbinati ad opere artistiche all’interno della Biennale d’Arte di Venezia.

   Ha pubblicato le raccolte di racconti LA CASA GIALLA e L’ALGEBRA DELLA VITA, i romanzi IL MIELE DEI SERVI e LIMBO MINORE e i libri di poesie CONTROTEMPO, INADEGUATO ALL’ETERNO e IL TEMPO SALVATO. Il suo racconto DESAPARECIDOS è stato pubblicato da Marsilio e il suo racconto lungo UN’ALBA è stato pubblicato da Marcos Y Marcos. Di recente pubblicazione i romanzi IL SANGUE DEI SOGNI e LO SPECCHIO DI LEONARDO.

   Tra i critici e scrittori che si sono occupati della sua attività letteraria: Vincenzo Consolo, Gina Lagorio, Roberto Pazzi, Giorgio Bàrberi Squarotti, Alberto Bevilacqua, Luigi Fontanella, Paolo Maurensig, Elio Pecora, Maria Luisa Spaziani, Giorgio Saviane, Walter Mauro e altri.

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2 Risposte to “Ivano Mugnaini”

  1. Annamaria Ferramosca Says:

    Riconosco con gioia la poesia di Ivano, con quel suo sapore di vita vera, immaginario in stupore, lampi ironici, inaspettati scenari di un mondo in cui tutti ci riconosciamo. Un saluto caro anche a Cristina e al suo giardino,
    Annamaria Ferramosca

    Liked by 1 persona

  2. ivanomugnaini Says:

    Ti ringrazio per la tua lettura, Annamaria, come sempre attenta anche ai testi degli altri, oltre che ai tuoi, che come sai apprezzo. Un abbraccio

    Liked by 1 persona

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