Giovanni Baldaccini

by

 

Metafisiche a terra

 

Le poche cose che so di lei

Le poche cose che so di lei
che poi non mi ricordo
come una nuvola adagiata
che ci sono caduto dentro
ma non mi ricordo
e vento non ce n’era
si restava appoggiati
e la sera una mancanza enorme
che di sera le nuvole scompaiono
e scomparivo.

 

terza giornata di sciocchezze enormi

Ora non c’è una piega in questa stanza
che non abbia vissuto le giornate
che ti tracciano gli occhi
né angolo che ignori
i nostri inseguimenti nella sera
dove vanno gli amanti
o chiacchiere avventate che non sappia
mentre ti scrivo quello che non so
di questo mondo
piccolo
insoddisfatto
a rotazione.

 

Inedita

Siamo venuti dove si riposa
sperando tu non debba mai appassire
un amore da dire
il tuo silenzio.
E ascolto.

 

Il posto delle piaghe lucenti

Sollevami le ali sulla schiena
e guardami il dolore
che si ricordi di formare figli
che mi portino pace
che Cristo s’è fermato in questa casa
e non posso dormire.

 

Senza filo

Telefonami possibilmente a primavera
quando i cisti preparano i boccioli
e le viole si svegliano
ai salti delle rondini
chiamami verso sera
quando avrò espulso il vuoto che mi copre
e potrai riconoscere la voce
che altrimenti sembrerebbe l’avamposto
di una città perduta
un temporale
un transito di sogni senza voglia
ma non farmi aspettare più di un anno
che non saprei distinguere tra i giorni
di un’attesa stentata
ma se vorrai non farlo non chiamarmi
e farò finta di telefonarmi
quando viene l’estate
e i cisti hanno riposto lo splendore
e la sera le viole.

 

Senza una goccia di vino

Credo che del tempo si possano dire molte cose
e definirlo ad esempio
lineare o circolare
perfino inesistente
al di là di una coscienza
che lo contempli nella categoria dell’esistente.
Secondo me può essere alto o basso:
alto quando ti sfugge
basso se ti schiaccia
in quella stasi che chiamiamo noia.
Da ciò consegue che la morte
deve essere una noia terribile.

 

Pensieri involontari

Come di temporale né riparo
che ti bagna la faccia e meravigli
s’allaga e s’allarga quando scoppia
tutti quelli che siete
senza oblio
che poi sarebbe come una mancanza
che ti presenta il conto
e s’allaga, s’allarga, si riempie
piove d’incontro
e i fazzoletti li ho portati ai morti
l’altra sera al convento dietro casa
e la pioggia
ha un rumore di passo
di quelli che si sentono la sera
scrivi o non scrivi: scrive
porta via
e me la bevo dentro una bottiglia
al fondo
senza lasciare traccia
né goccia
altrimenti domani piove ancora
la faccia, il firmamento, la stesura, l’astro, l’aurora, la vescica rotta
la mia nutrice vecchia, la portiera, i secoli, l’ottundimento
l’aria, la notte, le bugie, la luna
bagna
questa precarietà delle stagioni
e non so come dirtelo.

 

Samarcanda

Quindi mi trovo in piazza paradiso
senza alcuna ragione
e non saprei orientarmi
se non fosse la polvere che mi ricopre i piedi:
forse stelle.
Noi restavamo ignoti
e il viso mi sembrava la stanchezza
di una ripetizone che conferma
ma non dai garanzie
quando i cigni volano l’inverno
per sostenere l’integrità dei gelsomini
e la penombra
una fuga instancabile
di questo immenso privo di confini
da dove ci scrutiamo nel passaggio
d’ore d’affitto
vento a scivolare.

 

 

Angolo

Spostati verso un angolo di luna
che mi serve uno spazio categorico
per rovistare
e una bandiera bianca per cadere
nel caso non ti trovi.

 

 

 

Giovanni Baldaccini, psicologo e psicoterapeuta, consulente A.I.E.D. di Roma; traduttore di testi psicoanalitici per le case editrici Astrolabio e Liguori; è autore di alcuni articoli pubblicati su Rivista di Psicologia Analitica e Rivista Fermenti; ha pubblicato per la Fermenti Editrice la raccolta di racconti Desiderare altrimenti, il romanzo L’osservatore e la raccolta di aforismi, poesie e racconti 3 d’union insieme a Luciana Riommi e Antòn Pasterius; Il quasi nulla il praticamente tutto, Antologia, AA.VV.; ha pubblicato “Lettera dal Ponto” in AA.VV. Monologhi da camera e da volo per Perrone Editore; è autore di due presentazioni di mostre fotografiche svoltesi a Roma e Parigi; ha pubblicato con La Recherche l’e-book “Tre notti” e l’e-book “Oltre il varco di notte”. Alcune sue poesie e saggi sono presenti in rete su “Il giardino dei poeti”, “La Recherche” e “L’EstroVerso”. Cura il blog personale “Scrivere per immagini.
Vive e lavora a Roma

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3 Risposte to “Giovanni Baldaccini”

  1. tramedipensieri Says:

    Ottima selezione di poesie di Giovanni Baldaccini.
    Seguo il suo interessante blog…molto di queste poesie le conoscevo già…ma questa:

    Siamo venuti dove si riposa
    sperando tu non debba mai appassire
    un amore da dire
    il tuo silenzio.
    E ascolto.

    … è stupenda!

    grazie Cristina
    .marta

    Liked by 2 people

  2. giovanni baldaccini Says:

    Ringrazio Cristina per avermi ancora ospitato nel suo Giardino. Ringrazio Marta per il commento che mi ha dedicato e tutti coloro che hanno voluto leggermi..
    Un saluto affettuoso,
    Giovanni

    Mi piace

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