Anna Bertini

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Profusioni è la prima raccolta di poesie pubblicata da Anna Bertini nel 2015 per FusibiliaLibri.
Alla poesia di Anna è stato dedicato spazio su:
La presenza di Èrato, Il Seme Bianco, Un posto di vacanza, Il giardino dei poeti e su svariate antologie cartacee e riviste online. E’ stata tra i poeti selezionati per la settimana del Diritto al Bello, 10-17 dicembre 2016, a Livorno.
Il musicista Marco Betta ha scritto un componimento originale in musica sulla sua poesia Sempre Settembre, da Profusioni.
In aprile 2017 ha pubblicato il volume di racconti Duende, sempre per i tipi di FusibiliaLibri.

Alcune recensioni:

Anna Santoro, sul suo blog personale, maggio 2017:

Immaginate una levità che percorre e crea mondo. Dunque densa, qualità stupefacente per la levità.
Ma anzi: non immaginate, leggete piuttosto Profusioni (FusibiliaLibri, -2015) di Anna Bertini, e troverete ciò che cercavo di farvi immaginare. E non solo nei testi che Anna ci regala, ma anche nel suo vivere girovago e curioso, nel suo non fermarsi e non acquetarsi, non desiderando arrivare a qualche conclusione, ma avendo piena consapevolezza che è il viaggio in sé che conta.

Anna Maria Bonfiglio, marzo 2016 su Profusioni:

La poetessa Anna Bertini ci trasmette un patrimonio di esperienze e sentimenti e lo fa con estrema cura e delicatezza, la sua espressione poetica si manifesta nell’equilibrio della bellezza intesa come valore da contrapporre ad un certo vuoto sociale e ideale, imbuto dentro cui si restringe il desiderio espansivo della comunione con l’uomo e con la natura. (…) La peculiarità di questa raccolta è l’abilità con la quale l’autrice riesce a far convivere in pochi testi tematiche e tensioni di matrici diverse, mantenendo sempre un’alta soglia d’attenzione verso la koiné stilistica.

Marco Aragno, gennaio 2016 su Profusioni:

C’è la voglia di attraversare il mondo, col suo carico di vaghezza e di dolore, coinvolgendo ogni sfera della percezione (dall’olfatto all’udito al tatto). C’è poi la volontà di non rispettare gli schemi, sia quelli imposti dalla natura che dalla società (“non so fare le cose senza rompere le sequenze”), in una rivendicazione della libertà individuale ed emotiva che è tutta poetica e mi richiama alla mente i crepuscolari.

Alcuni inediti:

Primi mesi

In questi mesi bruti
la luce è impaurita.
E’ facile trovare
in loro mano
la falce della morte,
di solito celata
nel pastrano.
Stecchita è la natura:
come magre braccia
che stringono il nulla
anelano i rami alla gemma
che si attarda,
riflettendo della nascita
il dilemma.
La materia è nera
come matita
e traccia segni spessi
sulla carta e la strada.
Rumore come di freni
rotti: slittano i passi,
incerti, ovunque si vada.

La fiducia dei boschi

Ha fiducia il bosco
nelle radici:
sa dissetare
per ricrescere,
lascia che si rinforzi
ciò che è stabile,
lascia che si spezzi
ciò che è caduco.
Sa profittare
della marcescenza
e del rigoglio
in parti uguali.
Con i profumi del suolo
nutre le altezze,
continua intanto a
scavare invisibile
le coltri del tempo.

                                      
                       
Non regge lo specchio

Intenso come un ruscello,
libellula con ali troppo sottili,
non riesce a tollerare il vento
si inarca, odia il volo.

Completo come le stagioni,
le ha fuse insieme
primaestautuninverno
vera fede nelle rinascenze
amore di cicala
che fa la muta, frinisce
nel calore, traspare
come le sfere di cristallo.
Fragile di fortezza
sorgente come le aurore,
sperso di dimenticanza,
forte ma stanco, presto senescente.
Tollera tutto,
meno che l’immagine:
si dissolve non appena trova
innanzi a se
lo specchio.

 

Sete di pace

Come si ha sete
come è sete di pace
La voce non viene
e teme la luce
l’oscura anticamera
che ci contiene

Stretto intorno al cuore
un corsetto il torace,
un duro carapace
di tartaruga strana
frena il respiro.
L’unico affanno che
valga la pena: ritrovare
la piena che gonfia
il petto d’aria.

 

Da Manum Porrigas, La presenza di Èrato 2017:

Senza bandiere

Non ti hanno portato stretto in una bandiera
pensano che chi cerca non ne abbia una
la libertà del dubbio non crea eroi
vai senza armi torni senza ragioni
col volto impreciso, il corpo violato
“Chi ti ha mandato?”
Non è morte di stato, questa.
Ti abbiamo mandato tutti noi,
non i soli ad avere diritto a diritti.
Ci sono uomini di altri colori di altri geni,
che meritano la loro verità, la dignità
che pure a te hanno tolto Giulio Regeni.
Noi la invochiamo adesso in tuo ricordo
per ogni uomo degno di essere libero
che per essere libero è morto.

 

Da Profusioni, FusibiliaLibri 2015:

Sempre Settembre

E così settembre
muove le ombre
e le tende,
gli anni e le foglie.
Ogni rinascita
un distacco
del picciolo
dall’albero.
Radici si allungano,
arterie di giorni lontani,
echi di ciò che sogni,
profumo di trascorsi.
Morsi e rimorsi
sul frutto maturo
dei miei anni.

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