Brigida Liparoti

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Cantiere
            

L’ala è dolorante

senza risparmio continua a sostenere

il volo assurdo

.

Nella ruggine

una lima pulisce con violenza

il suo lavoro è raschiare

.

Coi piedi bagnati e l’ombrello

ascolto la prova della pioggia

a rinfrescare il mare

.

altri marinai aggiustano le reti

e nel cantiere

un’anima che non capisco canta

.

non ha pescato

ma tornerà a casa sfamando

l’intera famiglia

                      
                          
Scherzi

Un piccolo scherzo di jazz, quel lieve solletico di piatti ingentiliti di sugo e alito di fiammella.

Ecco lo sfondo di questo momento. Uno scherzo di bimbi cresciuti, fatto insieme d’armoniche risa e profumo di ricordi.

Ricordi di bambina che gioca troppo spesso da sola e che, da sola, impara a suonare la chitarra non più bambina. Scherzi di una neve-nave, nastro trasportatore verso quel domani di costruzione, nel posto utile alla comunità ma che assolvo comunque da sola, come nuvola nel cielo altrimenti limpido.

Io, che limpida non la sono e che di pensieri limpidi non ne accolgo, ora.

Scherzo, gusto di liquirizia è il fumo che esce dalla bocca, in questi geli di cuore che, col brivido, rendo alla giustizia del sole ostinato. La sua certezza è salvezza, uno scherzo che in questo momento brucerei nel desiderio di respingere, insieme al dicembre ancora gestante. Quanto ancora servirà, per allontanarmi dallo smash a singola racchetta? Eppure l’attesa non soddisfa. Non posso farci molto, se le corde vibrano.

Il jazz mi ammala.
                     
                        

Sposa d’ottobre

Ecco la porta che porta

al sagrato della giusta ora

al sonno sul lenzuolo pulito che si posa

sull’umidità della terra.
                      
                        

solo tra fili d’erba

Nutrirsi di quell’acqua che sorge ad est, scavarsi le mani per raccoglierla e scoprirsi poca.

Il tetto del cielo terge ogni sole da secoli, tutto intorno. La terra si fa sfondare ancora senza pietà sottopelle e nel nascondimento incolore scorre inesorabile. Scava, plasma e modella, creta cruda. L’alito percorre sul filo della pelle, nel cielo che cambia repentino. Ansima il fiato del vento, umido d’oceano poco lontano. Appanna i cristallini disciolti a rubare scintille di sole e divengono fuoco nell’acqua.

Terra antica di peluria verde e tamburi, danze in zufoli e risa di birra…

Ti ricordo, si ti ricordo qui, a danzare nel troppo caldo dello Stura, quell’anno. Il tuo festival mi ha accolto
                 
                       

Il giro dell’orologio

Gas scioglie, dissipa, rilassa

ma tu non aver paura

ché dura un attimo.

Mareggiate forti

e timore di non arrivare

sei, stipato tra mille altri di te

dopo aver pagato un prezzo

volevano farti perdere valore

!Dissero che l’orrore non uccide

eppure puntuale ad ogni giro d’orologio

si presenta

Anche qui ogni giorno mostra la sua guerra

svicolando nelle arterie cittadine

e nella tua guerra personale

metteresti persino le ali

per arrivare

a quel “suo” primo pianto
                  
                     

Il capitano del fischio

sulla fronte alta degli abeti

cantasti la melodìa

che eri e che fu urlo

di rabbia pece, distese cobalto

calme

e

pesci parlanti alle reti squarciate

in giochi bagnati

.

in quel giorno grosso

ma poi snello e sinuoso

sempre risorsa

di perduti

che invasero la via

dei vissuti

sono fischi nella bocca del vento

che cambia direzione
              
                       

Il nero e il bianco

nero senza gelo

in questo falso luglio

dalla voce grossa

il cielo lava, senza disturbo

le tasche della terra sono piene

ed anche io

ma il canto nel cuore non lascia spazio

alle nuvole

che minacciano ancora
                     
                           
                            

Brigida Liparoti nasce nel 1969 a Trapani, ove rimane fino alla metà del 1997.
Ama definirsi una “zappatrice di tastiere”, tuttavia una sua poesia ha fatto il giro dell’Europa nel 2015/16, a seguito del dipinto “Giacigli” di Alessandra Lugli, il quale ha vinto un premio al Festival Dei Due Mondi di Spoleto nel luglio del 2015. Un anno prima, sempre con Alessandra Lugli, aveva stampato –privatamente- un opuscolo con foto di dipinti e poesie ad essi ispirate, che rimase a disposizione di pochi intimi.

Nel novembre 2016, in occasione di un congresso nel panorama giudiziario patrocinato dalla Provincia di Monza e Brianza, avente la delicata tematica della gestione della “violenza sulle donne”, la direttrice della Compagnia Bolero di Roma, Patrizia Masi, ha voluto fortemente la poesia “Sulle Labbra” e, nello stesso contesto, ha recitato con un attore della compagnia un piccolo dialogo al quale la stessa Brigida ha partecipato alla stesura del testo.

Ama profondamente i poeti dediti al filone “ermetico”, pur non disdegnando l’autorato contemporaneo e il suo prossimo obiettivo è di riuscire (con opportuni studi) ad elaborare poesia in chiave Metasemantica (forse perché ama giocare con le parole, ma seriamente!).

“Non saprei cos’altro scrivere, di me. Sono estrosa, leggo poesia col capo chino, come se stessi ricevendo un bacio sulla fronte. Ne faccio diagnosi, fino ad estrapolarne le motivazioni che mi portano alle sensazioni che provo. Come fosse cibo.”

brigi inthebigcake

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2 Risposte to “Brigida Liparoti”

  1. brigi1969 Says:

    Finalmente al mio pc, finalmente qualche ora a casa mia e mi ritrovo a casa, questo piccolo intreccio di stanze con un ampio cielo e senza scuri alle porte ed alle finestre.
    Grazie per avermi voluta qui, grazie per avere condiviso il mio filo di pensiero, il mio sentire.
    L’ampiezza della casa è sconfinata, ora 🙂

    Piace a 1 persona

  2. cristina bove Says:

    benvenuta.
    un giardino di poesia è una casa sospesa tra terra e cielo. 🙂

    Piace a 1 persona

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