Nives Corbati

by

“L´unica via d´uscita – per tutti – è tornare a valutare il senso delle parole, che sono il nostro pane quotidiano, per quanto pesano e per quanto dicono davvero. C´è solo una cosa intellettualmente più faticosa che ascoltare le parole degli altri: ascoltare le proprie parole”. (Michele Serra)

“La poesia è nata da sé, spontaneamente su un’onda d’amore, sull’onda d’amore per le cose che erano intorno a me che sentivo fraterne e unite in uno stesso destino e in una stessa fine.” (Carlo Betocchi)

da “Variazioni mimopoetiche”

*

Il peso e la complessità

fondono il nulla

l’idea sgrammaticata di un post-it

affisso al mondo.

Uomini che perdono le piume

nudi tra gli angeli

annunciano l’inverno irreversibile

il bacio della neve sulla pelle.

Per trasmettere sogni

donne vestite a fiori tutto l’anno

annotano le feste rimandate

le nottate rimaste sui cuscini

le vite che potevano accadere

risucchiate nell’indeterminato.

**

Controluce 

sullo sfondo di cieli a luce minima

veniva proiettato il film rovente

attori presi tra la folla

gesticolavano insicuri

il regista sperava che fossero innocenti 

ma le loro ombre segnavano di nero

quinte e proscenio.

Un dubbio venne al primo cameraman

quando la messa a fuoco andava in tilt

come se funzionasse a raggi x

s’allontanò dal resto dell’equipe

si perse nella ressa di mimi e figuranti

andò cercando un proiettore onesto

per riprendere il mondo tale e quale.

***

Pietrifica la mente

la paura in agguato, il passo falso

che distanzia il pensiero dal cuore

la paura di giornate saldate all’inferno terreno,

di mostri in abito normale.

Ne siamo circondati,

molti guardano il cielo con occhi di tenebra

sputando fuochi di ferocia sugli inermi.

Diventa marmo anche la mente

s’immobilizza nel mezzo dei dialoghi

privata dell’urgenza del negare

s’arresta catatonica.

La paura consolida il pensiero ch’era docile

l’ incide per memorie future, come lapide.

****

I pendii

si somigliano tutti

salite verso il cielo, discese verso terra,

tu li percorri nei tempi che il sole decide

che la notte ti impone

mentre occulti i ritratti di te che cammini.

Storie di vita, i sentieri,

ma l’ anima tua non dispone

di metro che sappia scandagliare misure.

Mi accorgo di andare

con gli occhi rivolti in avanti

né terra né cielo

e vedo chi sale e chi scende

passandomi accanto.

Trattengo il desiderio di sorpasso

non corro e non chiedo vittoria,

mi fermo in attesa che i versanti

si pieghino per raggiungermi a valle

*****

Ne avrai sogni e visioni

a far da mezzanotte al tuo fiume di cera

e prima ancora che si sciolga al fuoco

di roventi respiri

avrai disfatto il tuo bagaglio.

Correrai con le penne d’uno struzzo

veloce sulla terra e mai nell’aria,

di rimbombi nel petto assorderai

stanze già vuote.

Segnerai con righe e squadre

fogli che mai saranno letti

nella quiete apparente in cui s’inoltra

un prestanome d’anima e di vita.

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