Raffaela Fazio

by

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Poesie da “A grandezza naturale. 2008-2018” (Arcipelago Itaca, 2020), libro vincitore del Primo Premio per la poesia edita della XXXVI Edizione del Premio Nazionale di Poesia Caput Gauri.

 

È forse un dissacrare
la forza dell’incontro.
Rivoluzione d’aria, complotto
di correnti
tra braccia conserte
che fa scattare il moto
verso il gesto che ieri
era ignoto.

***

Mi disse un saggio

Per anni in me ho curato l’aderenza:
paziente somiglianza
al centro equidistante
immoto. Un caso però
la trafittura, la sorpresa.
Nell’acqua limacciosa
non fu il loto bianco, ma la serpe
che risvegliò guizzando
il senso
l’andatura.

***

Ci nomina l’azione
e ci conforma
˗ spinta
e tratto liminare.

Ma il risveglio
non è solo il commiato dalla notte:
è l’abbondare
di là da quel momento.

Così il senso
trabocca
dalla parola detta
(nel suo incessante corso).

E soprattutto
l’amore eccede il fare
e anche il suo farsi.

***

Controluce

La vita appare
a grandezza naturale
se emerge il Fuoriposto e si fa ingombro
come macchia scura contro il sole:
risuscita i contorni
nascosti fino allora
nella dismisura della luce
(cresce la forza
grazie all’espansione
di ciò che all’improvviso la confina)
e nel momento in cui
fa quasi male
ci libera la vista sul reale.

***

Verbum loci

Vieni e vedrai.
Non potrai farlo prima
da qui, dall’acquis
col bordo a fiorami del pensiero
che sporge solo un po’ dal davanzale.
Scendi. Vieni.
Vieni e dirai.
Perché è la geografia della parola
che l’invera.
Lo spazio crea il verbo che gli è proprio
(ricordi dove piano dissi “ti amo”?)
come ogni spezia è tesa
al suo profumo.

***

Si leva il giorno:
si fa accadimento.
Io ti aspetto
come il muro che ricorda il sole
e inganna con l’ombra
il suo spostamento.

***

Risuscita il profumo da un istante
e da un profilo a distanza
lo sparo
d’inattesa somiglianza
che snida chiassose dai rami
le cose che temi o che ami.

***

Esercizio

Sono qui (come una volta a scuola)
a scomporre il difficile
in più innocue parti.
E sbaglio.
Invece di scindere il dettaglio
arto per arto, dovrei scavalcare
il cadavere riverso

non prenderti
parola per parola
ma uscire incontro al fuoco
saltando tutto il verso.

***

Il paradosso

Essere un niente, un soffio
eppure esserlo
a ogni costo.

Per lascito
un’accordatura che invoglia
alla prova.
Ad altri
riesce meglio la nota, la vita

ma non c’è delega
in questo:
cadere, rialzarsi
scrollare il basto
e soprattutto amare
scordare il resto.

***

Radura

Diradarsi:
questo forse il destino di ogni uomo
quando rimane in vista
una cosa sola contro l’orizzonte.
E offrire
proprio quella al mondo e al cielo
come a un padre si offre
la fronte.

***

Sillabare.
Quando si crede che la linea è finita
bisogna ricominciare.
Imparare di nuovo
a lasciarsi cadere
sulle labbra il suono.
E poi leggere le cose
a voce alta, vedi
perché si alzino in piedi.
                          In punta di piedi.

 

Raffaela Fazio è nata ad Arezzo nel 1971, dove è rimasta fino al conseguimento della maturità. Ha trascorso dieci anni in Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera e Belgio, laureandosi in lingue e politiche europee all’Università di Grenoble, e specializzandosi presso la Scuola di Interpreti e Traduttori di Ginevra. Rientrata in Italia, si è stabilita a Roma, dove lavora come traduttrice. A Roma ha ottenuto un diploma in scienze religiose e un master in beni culturali, alla Pontificia Università Gregoriana. Nel campo dell’iconografia, ha pubblicato: Face of Faith. A Short Guide to Early Christian Images (2011). Entro la fine del 2020 è prevista l’uscita di un’altra guida: “La corona che non appassisce. L’escatologia nella scultura funeraria dei primi cristiani” (Contatti, 2020). È autrice di vari libri di poesia. Tra gli ultimi: L’arte di cadere (Biblioteca dei Leoni, 2015) con prefazione di Paolo Ruffilli; Ti slegherai le trecce (Coazinzola Press, 2017) con postfazione di Francesco Dalessandro; L’ultimo quarto del giorno (La Vita Felice, 2018) con prefazione di Francesco Dalessandro; Midbar (Raffaelli Editore, 2019) con prefazione di Massimo Morasso; Tropaion (Puntocapo Editrice, 2020) con prefazione di Gianfranco Lauretano e postfazione di Sonia Caporossi; A grandezza naturale. 2008-2018 (Arcipelago Itaca, 2020) con prefazione di Daniele Barbieri. Di prossima pubblicazione: La meccanica dei solidi (Puntoacapo Editrice, 2021) con prefazione di Paolo Ruffilli e postfazione di Giancarlo Pontiggia. Si è occupata della traduzione di Rainer Maria Rilke, le cui poesie d’amore sono state raccolte in Silenzio e Tempesta (Marco Saya Edizioni, 2019). Una selezione di poesie tradotte di Edgar Allan Poe uscirà nel 2021, sempre con Marco Saya Edizioni (Nevermore. Poesie di un Altrove).

 

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