Maurizio Evangelista

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Mr Me

Mr. me” di Maurizio Evangelista (Arcipelago Itaca 2022)

“Nelle stanze d’albergo di Maurizio Evangelista vanno in scena i plurimi e postumi teatranti di una vi-cenda umana che ha il sapore un po’ dei vecchi film in bianco e nero, un po’ dei trasalimenti di un’infanzia che riaffiora dolente (“ed è questo che mi porto dell’infanzia / una libertà che non mi sarà mai perdonata”). Il misterioso “Mister me”, volutamente e ironicamente minuscolo, è uomo e donna, è padre e madre, è amato e amante, è vergine e madonna, prostituta e premaman, in un rodeo che si muove nelle multiple prospettive di una telecamera, di un indiscreto occhio fratello.[…]

[…] Il tutto in uno stile che sa conciliare il lirismo sottile con la sfron-tatezza e la leggerezza di una parola comune, apparentemente non connotata. Eppure il parossismo, il gioco di rimandi, le strut-ture chiastiche, i calembour, accendono le storie di Evangelista e i suoi versi, li rendono taglienti e affilati come sempre la buona poesia osa e ha il dovere di fare.”

Alessio Alessandrini  (dalla Motivazione della 7^ edizione del Premio nazionale editoriale di poesia “Arcipelago itaca” – Raccolta inedita di versi – Non opera prima)

*

3. STANZA 103

l’uomo con la giacca scura dorme per finta.

alla sinistra la sua unica figlia
abbraccia lacrime e vestito
come il giorno in cui la diede sposa.

il sole resta sulle persiane a notte
non è ponente né mattino.

distante la moglie ha i capelli malinconici
e il sorriso di un tempo inguaribile.

li ha tutti davanti a sé
con quel tipo di occhi che non si chiudono mai.

*

6. STANZA 109

ogni piano ha cinque piani
una fermata spalla a spalla
(conservazione gomito voce)
io spezzetto mi allargo al centro
sono spiaccicato
occhio per occhio a pugni
tiro a segno svelto aggressivo disumano
presto scendo è sola folla follia FOLLOSITÀ.
si affannano fanno
dicono, attenti narici coprite.
sento chi fiuta
tutti bla bla i loro blaaaaaaaaaaaaa bla
a perdifiato calci.
punite la bocca scoperta
fatelo a pezzi, che non respiri che non odori
che non emetta suoni che non salga su più su
che non schiacci nessun tasto
che non parli taccia muoia
che gridi su giù su laggiù
DISTANZA
minimo 2 metri
minimo senza scampo.

*

13. STANZA 127

marito e moglie
mi chiedono com’è il tempo là fuori

lui con una manica corta e una maglia
annodata alla vita

lei con un cappello immenso
che attribuisco al sole

non ci fa caso alle sue grosse tette.

sto in piedi di fronte a loro
e penso che un po’ dipende da come ci si veste.

loro si guardano e non dicono niente
ma dal mio sorriso si convincono
che ci sarà il sole (probabilmente)

e li vedo tutti e due seduti all’ingresso
a guardare là fuori

ognuno il tempo che vuole.

*

33. STANZA 311

non si chiedeva mai
di albeggiare in viso col sapone
si restava fermi dopo il fischio.
poi Luigi saltava a due i gradini
e l’estate cominciava in pieno inverno

con noi due che contavamo le fermate
cercando gli occhi di chi inciampava.

*

49. STANZA 421

puoi scorgere i cadaveri di due
con una fossa scura in mezzo al petto

è possibile sia il furto dell’inverno
una ferita di vestito sulla giovinezza

se questa eredità tenuta stretta
vale un pensiero così semplice
che non rivela nulla.

cancella i cani per strada
cancella i mattoni dalle case
cancella le città dalle città.

cancella l’esistenza di tutte le vite visitate.

e puoi vedere in pixel
il momento in cui uno sussurra all’altro
qualcosa d’incomprensibile al telefono
e il corpo rabbrividisce

soffocato nell’accenno di un #abbraccio.

*

Maurizio Evangelista è nato a Terlizzi nel 1980, vive a Bisceglie. Dopo la laurea in Scienze Politiche ha pubblicato le raccolte poetiche Suonatore di corno (La Vallisa, 2010) e La città inventata (Secop edizioni, 2015) con il quale ha ricevuto il premio della critica “Vrdnicke Venac Vile” a Sremski Karlovci in Serbia. Organizzatore e direttore artistico dal 2010, con Teodora Mastrototaro, dell’evento Notte di Poesia al Dolmen, Evangelista ha pubblicato in diverse antologie in Italia e all’estero, tradotto in inglese, russo, po-lacco, serbo-croato, spagnolo e albanese. Nel 2017 ha partecipato alla XVII edizione della Giornata Mondiale della Poesia di Varsavia su invito del poeta Aleksander Navorski, ed è stato tra gli ospiti della XI edizione del “Trireme della Poesia Ionica” a Saranda, in Albania, su invito del poeta Agim Mato. Oltre alla poesia ha pubblicato suoi racconti per l’infanzia nei libri Gli animali e noi (Ed. Adda – Scritture Meridiane Per Ragazzi, 2013), So dire di no (Ed. Adda – Scritture Meridiane Per Ragazzi, 2015) e La rosa di Damasco (Ed. Adda – Scritture Meridiane Per Ragazzi, 2016) a cura del prof. Daniele Giancane.

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