Anna Rita Merico

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Si raccolgono in questo volume i testi scritti da Anna Rita Merico, tra il 2004 e 2021, con l’eccezione della raccolta “Era un raggio… entrò da Est”, pubblicata per Musicaos Editore nell’anno 2020.

«Fenomenologia del silenzio», per unitarietà di dettato e intenti, attraversa un arco poetico di diciassette anni, qui unendo, riveduti e in alcuni casi riscritti, i testi di tre volumi insieme a una ricca sezione di testi inediti. Sulle ragioni che hanno condotto l’autrice a individuare un titolo che racchiudesse il suo percorso poetico di durata ventennale, e che qui si pone all’evidenza dei lettori, ci sarebbe da dire anzitutto che nulla è più necessario, oggi, di un pensiero del silenzio. Allo stesso modo nel frastuono niente risulta più utile di una fenomenologia del silenzio, di una poesia che non cerchi di condurre a una riflessione, ma che sia essa stessa il luogo della riflessione, dell’attenzione, ovvero di una poesia che sperimenta la pagina scritta non come luogo di transito emotivo per le segnalazioni del vissuto, ma come luogo dell’avvenimento, il luogo per l’apparire del fenomeno che accade.

Una delle prime cose che il lettore dovrà tenere presente, nell’accostarsi alla lettura delle poesie di Anna Rita Merico, è il forte legame che c’è nelle pagine dell’autrice tra filosofia, letteratura, scrittura, antropologia, poesia. Non sarebbe possibile cogliere i messaggi di questa ricerca senza tener conto dell’humus di pensiero connaturato a questa scrittura.

[…] Esiste un “Io”, nei versi di Anna Rita Merico, che si potrebbe definire “osservatore”, tessitore dei fili di cultura che uniscono le idee e le attraversano, come fossero continenti. Un “Io” che è una linea costruttrice. Un “Io” che passa con disinvoltura dall’essere personale, coinvolto, a essere impersonale, distante, quasi oggetto tra gli oggetti, fenomeno archetipico. Non c’è spazio però in nessun luogo di questa Fenomenologia del silenzio per un “Ego”. L’ascolto, la concava cavea, l’accogliere silente, sono le dimensioni per attingere  al reale.

[…] La scrittura di Anna RitaMerico celebra così, sotto la scelta di un silenzio “emergente”, il recupero di una parola che, alla nascita nel suono e all’origine del senso, occupa lo stesso grado di esistenza della cosa creata. La parola, dal silenzio, è un emersione ininterrotta dal nulla, è creazione e mutamento, con una componente di cui gli oggetti da soli difettano, la parola infatti comunica universi e mondi umani, lasciandoci segni silenziosi che vanno di pari passo con la materia. Alla lettrice e al lettore spetta il compito di cogliere appieno la sfida e i significati di una scrittura in cui si celebra il connubio tra creazione di nuovi territori del simbolico e pensiero poetante. (Luciano Pagano)

 

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Fenomenologia del silenzio Anna Rita Merico ©Musicaos ed. giugno 2022

Poesie (2004-2021)

da  SEGNATE PIETRE (2004)

Nascenze

Dissero dell’attimo
in
cui
ciò che è perdita
si metamorfosa in pienezza
dissero del tempo
come traccia di ciò che
nella vita
s’inabissa esistendo

dissero di un labirinto
di giardini districati in un segno
dissero degl’incavi
che
stringono nascenze

dissero delle memorie
che
trattengono il dentro di un’opera
riversarono

così

leggerissime parole
su fili e bave
d’acquose ragnatele

*

Ritmo

Il ritmo di dentro
per conoscere il ritmo
del farsi dell’opera

il ritmo di dentro
anima pulsazioni cervello battito
ritmo di silenzio
ritmo di lucori
ritmo d’attorcigliante sguardo

ritmo di dentro
tutto
riversato nell’intimo
d’un capriccioso pensiero

divenuto corpo

*

Leggerezze

Dite di un Nord e di un Sud dell’anima
dite di un dentro e di un fuori dei segni
Tratteggiate una topologia altra
topologia d’accese leggerezze
all’interno di stanze
in cui
difficile è l’accesso
se
non si è riconosciuto
di quanti Nord
e
di quanti Sud
è fatto quest’andare
d’intimi segni

*

da: IN THE PROCESS OF WRITING (2006)

Continua ad inorridire
l’ombra di questa presenza
profumo delicato
forma eterea
continua ad inorridire
la trasparenza di questo petalo
colore tenue
bordo pieghettato
continua ad inorridire
la chiarezza di questa movenza
spessore del tenero
cecità della parola
continua ad inorridire
la forza di questa distruttività
orrendamente vitale

*

Nel dentro di un dove
appena trovato
ai margini di un inizio
Nelle pieghe di un sonno luminoso
che
caldo
concia
la forma della parola
nutrendola
Nelle spire di una chiocciola
questo lento dipanarsi dello scrivere

movimento rettilineo tutto torto
nel corno d’un petalo

movimento rettilineo interamente albergato
nella scia feconda
di un labirinto dissipato

nel centro di un molle grumo
tiro la nascita a me lasciando che
rivoli d’acquatico pensiero
defluiscano dalle dita

*

Entro nell’ascolto
di una materia porosa
lento il vento fresco dell’anima
si addensa in minuscole particelle
che
lasciano traccia
di sé
nel ventre di un’alba di scritture

*

da: DALL’ ANGOLO BUCATO ENTRA LA MEMORIA (2015)

Suoni di terre dimenticate
terre accese dalle infinite luci di cangianti cieli
la luce m’insegue
lungo dismesse interpoderali
la pietra inizia a dire di sé
giallo tufaceo
giallo di malarici incanti
giallo di attesi grani
giallo di bruciati lucori

*

L’ ombra

Chiusi dentro l’ombra
complici le foglie
interpuntavamo le sillabe
ascoltavamo il suono della metrica
limavamo fatica e libertà
instancabili raccoglievamo
il ronzio dell’ape
la calura meridiana
chiusi dentro l’ombra
la parola annottata
dicevamo del lusso
di quel vaso
colmo d’acqua
preziosa purificazione
invisibile esattezza
sul filo lucente di una curva di rugiada

attenti
coglievamo immagini
dagli antichi marmi

versi sgorgavano
ditirambi dicevamo

*

La lucertola

L’alito invase la luce
abitandola
un tremore di verde umido
oltrepassò la corolla
e
il velluto del polline
L’occhio della lucertola s’aprì
scrutando l’eterno
il sasso s’umidì d’umori
narici aperte presero a esplorare l’intorno
L’orecchio dello strisciante
raccolse tutto l’impavido dell’intimo battito della terra
l’alveare si nutrì di voli
per sette volte le scie di lumache attraversarono
i
gialli sulfurei delle corolle nell’erba

L’infinito s’assise sulla punta del ramo in alto
scrutando il dentro di una gemma appena spuntata
una nube di tiepido assoluto colse ogni cosa di sorpresa

innalzandola

*

da: UNA PAROLA SI BEA, AL SOLE, PULSANDO INFINITA (2021)

Sul treno

D’estate
caldo sole
sul treno
sedile di velluto
tailleur nero, chantung in seta
sonno fondo calmo buio
sognò di dormire
raggomitolata
nuda regressione
la notte si svolse, rotaie di ferro
l’alba aggredì, rotaie di ferro
le ore vennero, rotaie di ferro
il viaggio fu lungo
il sonno restò lì ad infilare aghi di tunnel a fili d’oro
era il caldo della nostalgia
oltrepassò i paesaggi che scorrevano
fuori dai finestrini ma senza che li vedesse
e sonno e sonno e sonno

*

Un blues

Era un blues
toccò le corde
colpì le lacrime
Era un blues
usciva dal fumo della serata
tra le mura del locale impastato di luci basse
Era un blues
ci raccontò di un angolo di giornata sfatta
ci raccontò di partenze e mondi nuovi
Era un blues
lo respirammo a mani aperte
come fosse un Pater
tutti muti
inginocchiati nel rosso di una bestemmia
che ci sfregiava l’occhio sinistro
e ci vomitava nelle budella
la nenia della vita

*

Pochi gesti

Pochi gesti ci sono dati
pochi, sempre quelli
fondi
arcani
numinosi
laceranti
torniamo lenti all’Origine
là dove si lacera la palpebra chiusa
consentendo all’occhio di inondarsi
di laviche presenze
di carnose sostanze
di vitali ritmi
di desiderio
Pochi gesti
perché
poi
uno è il gesto che ci serve
un solo gesto:
avvolgere l’ostinazione
quella che ci lega alla Vita
con il Pater e l’Ave
del silenzio

Anna Rita Merico

Anna Rita Merico è nata nel 1958 a Nola (Na), in Via L. Tansillo. Vive, attualmente, in Salento. Lunga attività di ricercatrice (filosofia) di saperi mediterranei lì dove è avvenuto il passaggio dalla lingua orale alla parola scritta, dalle forme di conoscenza scaturite dalla Sapienza al pensiero legiferante/neutro del Logos. Ultime sillogi: Era un raggio…entrò da Est, Ed. Musicaos, 2020 Fenomenologia dl silenzio. Poesie dal 2004 al 2021. Ed. Musicaos 2022 Pubblicazioni su riviste online: Spagine, Juncturae. Saggi critici sul blog della Casa Editrice Musicaos, su Immaginazione. Presente nel sito dell’Osservatorio Poetico Salentino con scritti per poeti salentini e poesia greca contemporanea.

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