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Henry Ariemma

9 novembre 2017

ARIMANE DI HENRY ARIEMMA, GIULIANO LADOLFI EDITORE, 2017

Arimane_copertina_Henry_Ariemma

 

Secondo Zoroastro, Angra Mainyu (avestico) o Ahreman e Arimane (pahlavico) o Ahriman (fārsì) è il nome dello spirito malvagio guida di una schiera di “demòni”. È una entità spirituale malvagia e distruttore, l’avversario di Spenta Mainyu lo Spirito del Bene che guida gli “angeli”. Ambedue sono figli gemelli di Ahura Mazda, il dio supremo.

Henry Ariemma non si inoltra in un cammino filologico o storico che riguarda lo zoroastrismo, ma si pone di fronte al perpetuo interrogativo che da millenni dilania l’umanità: Si Deus, unde malum?

Nei secoli filosofi e teologi si sono affannati a trovare una spiegazione razionale al problema senza riuscirvi, probabilmente perché kantianamente occorre accettare i limiti della Ragion Pura, capace di raggiungere soltanto il “fenomeno” della realtà.
Ariemma affronta la questione sotto il profilo esistenziale in due sezioni, dedicate la prima ad Arimane, il dio del male, e la seconda a Spenta Mainyu, lo spirito del bene, partendo dall’esergo platonico, secondo il quale «Dio è innocente», e dalla citazione di un poeta persiano che i nomi di “bene” e di “male” appartengono non alla realtà, ma agli uomini.

Speranza, superamento del male? No, solo concretezza, realismo, visione equilibrata. Il bene e il male, come nella parabola evangelica del grano e del loglio, nella nostra vita sono così intimamente intrecciate da coinvolgere in profondità la responsabilità individuale sia nel progetto sia nella realizzazione dell’esistenza.

Giulio Greco

 

Arimane

Il male libera.
Fa capire ogni bene
e vede prossima gratitudine
alle domande insignificanti
dell’andare oltre:
respinge alte le onde
sulle stesse orme.

Il tacere frutta
solo bacche amare
lavorate per dolci inganni.

Altro parlare, propri egoismi…
A non vedere nell’ascolto
pronti tradimenti.
Ma la parola riempie spazi
e basta morire senza perdono,
pensarsi eterni per non risolvere
l’umano dolore in mancata fede
come case ostili mai colpevoli.

*

Il buio dietro hai costruito
accumulo di cristalli inutili:
vasi e bicchieri per mancati pranzi.
Su quei vetri una polvere tornia
disegni pesanti.

Agli estranei hai dato
il quotidiano di figli
in parole giuste,
forze misurate,
felice racconto
del fare bene…

Hai fermato amici,
risparmiato musiche,
parole della sera,
negato viaggi e sogni:
tolto libertà…
Perché la coperta
non allargava
la funzione unica
dell’ a m o r e

*

L’erba mi ricordi
di quella casa…
Cumulava dove voleva,
rinverdiva intensa
vicina ai sostegni
non lontano dal passo
ma dallo sguardo
e chiedeva macchie
riempite dal bordo.
La pioggia faceva fango
seccato polvere e l’acqua
donava un capsico viola.
Al basilico divideva l’orto
con mattoni affondati
scoperti picchi…

E inerpicavi capricci,
limbo dimentico ai figli
mancando promesse
a castighi del tempo
sempre tuo, perduto
in ogni andare.

*

Forse per case
nelle pareti nascoste
sono i ricordi persi
dei fratelli in città:
si rimane al crescere
insieme negli anni,
compiuti i destini…
A essere divisi
sono promessi ritorni
di richiami intuiti.

E le costellazioni perse?
Sono facce forzate
vicine nelle foto,
nascosti segnali
al voltare negli occhi,
scuse diverse
accomodate vite.

Spenta Mainyu

È l’amore il cardine
del nostro esistere
piega verghe adamantine
a soccombere ragioni
tentate di giustizia,
è velo a non vedere
determinare granelli,
disporre acque
a chi non pone mani
per chi neanche guarda.

 

 

Henry Ariemma è nato a Los Angeles nel 1971 e vive a Roma.

Le opere edite con recensione, premiazione:
Aruspice nelle viscere. Giuliano Ladolfi Editore 2016. Menzione Speciale Premio Anterem. Corriere della Sera La Lettura – blog: La poesia e lo spirito, Retroguardia 2.0,
La presenza di Èrato, Alla volta di Leucade, Margutte, Viale Assurdo.
Il linguaggio dell’anima. Premio poesia. If Press 2016
Le figure del pensiero. Aforismi. Sillabe di Sale Editore 2016
Tuba mirum. Ediz.Creativa 2015 – blog Versante Ripido, Zenit, Quaderno I Fiori del male.
Le figure del pensiero. Aforismi. Sillabe di Sale Editore 2014
Temenos. Ediz.Ennepilibri 2012 – Finalista Premio Anguillara Sabazia.
Gradiva. Int. Journal of Italian Poetry31-32/2007_43-44/2013_49/2016
Geo-metrie. Ediz.Ennepilibri 2007 – Finalista Premio Anguillara Sabazia,
Premiazione Città di Ostia.
Ariaemare con linee di pietre. Ediz.Il Filo 2006 – Finalista Premio Anguillara Sabazia, Finalista Premio Polimnia – blog Poetarum Silva.

 

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