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Pietro Pancamo

15 maggio 2012

Tra queste poesie vorrei partire da quella intitolata “Morte antologica permanente” per passare alle altre come se fossero pianeti tutt’intorno ad un nucleo centrale o sole.

Chi di noi non ha osservato, con occhio apparentemente arido e senza speranze, la caduta dei propri sogni migliori?

Qualunque sia il motivo, tocca a tutti gli esseri umani tranne a quelli che muoiono precocemente, senza avere maturato il pensiero.

La poesia moderna, che tanto proclama e difende la propria libertà, ha dei canoni ben precisi, che comunque io non vedo come limiti, ma binari perché il treno della parola possa correre: esige una semplicità addensata sintetica, talora anche scarnificata, ma mai semplicistica, che nella poesia di Pietro Pancamo esiste in pienezza. Deve sembrare che il testo sia un pensiero naturale lì gettato senza travaglio, non in una singola poesia, ma in tutta la poesia dell’autore. Insomma la “scuola” poetica moderna deve essere come d’aria nell’aria, e qui ci siamo. Poesie d’aria, pensieri divenuti parola, sentimento non sentimentale, eliminazione dei luoghi comuni e, soprattutto, originalità anch’essa naturale, mai forzata.

Il tormento umano assume parole forti che, dal particolare, come sempre avviene nella buona poesia, assurgono all’universale storico” E adesso è soltanto / stanchezza rabbiosa / resistere ogni giorno / al ripetersi ingombrante del respiro / e della luce”.

Lo stesso concetto è ripetuto in Frammento, ma con un tocco di speranza in più: “amore e incertezza, incertezza e amore”.

Anche in Confronto (fra lui e gli altri ) c’è un quadro fosco: le tigri che si spulciano gli occhi, egli che si inerpica fra le pietre e sembra un fantasma nero. Però la cosa cambia in Rebound, dove il poeta vorrebbe baciare una “sventola, con la timidezza del tramonto”: qui predominano le ragioni della vita, c’è anche entusiasmo, ironia e persiste quella semplicità espressiva pregnante che lo contraddistingue. Non bisogna stupirsi che i poeti cambino opinioni e stati d’animo, non è forse questa la vita? Nessuno si sveglia tutte le mattine in preda al pessimismo cosmico e osservando i propri sogni “imbalsamati”, può darsi che invece gli venga in mente la “sventola” e la voglia di baciarla, umanissima anch’essa.

E la filosofia dei poeti non è uguale a quella dei veri e propri filosofi, è piuttosto un ondeggiamento filosofico del pensiero espresso in versi. Come nella sua “Filosofia”, che esprime molto bene quanto per il poeta la parola sia aguzza e “Le mani s’infrangono / contro un gesto incompiuto” perché “Parole e frasi sono gli intercalari del silenzio / che smette, ogni tanto, / di pronunciare il vuoto”.

Ecco le poesie: intercalari del silenzio.

Sprazzi, frammenti, scintille, gocce. Battiti fotografati in un tentativo di eternità. A ricordo del nostro passaggio su questa terra dura e bella.

Il cielo non è raggiungibile, per quanto viviamo immersi nel cielo: “Se tento / di raggiungere il cielo / la distanza rimane invariata. /m’avvicino / soltanto alle nubi” ( Aeroplano ).

Domenica Luise

 

.

Aeroplano

Se tento

di raggiungere il cielo

la distanza rimane invariata.

M’avvicino

soltanto alle nubi

.

Filosofia

 Parole e frasi sono gli intercalari del silenzio

che smette, ogni tanto,

di pronunciare il vuoto.

 

Allora qualche indizio di materia

deforma l’aria,

descrivendo le pause del nulla

prima che il silenzio

si richiuda.

(Le mani s’infrangono

contro un gesto incompiuto)

.
Morte antologica permanente

Siccome la vita

ci rovina la vita

(sempre!),

a giugno ho visitato

(un po’ turista, un po’ becchino

e un po’ parente sconsolato)

l’interessante morte

antologica permanente

delle mie speranze

migliori:

quanti sogni falliti

imbalsamati in bella mostra!

 

Li guardavo e piangevo

desolato nero,

dannandomi frenetico

la salute.

 

E adesso è soltanto

stanchezza rabbiosa

resistere ogni giorno

al ripetersi ingombrante del respiro

                      e della luce.

 

 

 .

Frammento

A tratti nel buio

la filigrana di stelle

configura

la mia rabbia pensosa:

amore o incertezza, incertezza e amore.

 

 

 

Rebound

 

Mi son beccato

l’amore rebound

del post-incontro;

e adesso

vorrei baciarti, sventola,

con la timidezza del tramonto.

 

 

 

Confronto


S’alza al mattino

un fumo di tigri

dalle iridi aperte,

in campagna;

un’espressione grinzosa

rimbocca la faccia

dei contadini.

E mentre il fiume

s’accalca ai loro piedi,

si spulciano gli occhi

scrupolosamente

trovandovi affogate

zampette di ragno.

 

Io invece,

montanaro del cuore che batte,

m’inerpico per un letto castano

di mie pietruzze in salita.

Poi, di sera,

– tornando a zonzo verso casa –

sembro un fantasma nero che,

appuntito come un ago,

viaggi sui trampoli del buio.

Componimento di Pietro Pancamo tratto dalla silloge «Manto di vita» (LietoColle, Faloppio, 2005), della quale – a questo indirizzo internet: www.lietocolle.info/it/g_lucini_su_pancamo.html – è possibile consultare una recensione a firma del critico Gianmario Lucini.

Pietro Pancamo (1972) coordina il portale «L(’)abile traccia» (citato in un volume della Zanichelli); oltre che redattore del blog collettivo «Viadellebelledonne», fra i più seguiti in Italia, è direttore editoriale e conduttore di «Poesia, l(’)abile traccia dell’universo», podcast culturale in onda ogni giovedì sull’emittente digitale di Milano “Pulsante Radio Web”.

È autore di «Manto di vita» (LietoColle, Faloppio, 2005), una silloge di versi che ha suscitato l’interesse di Giancarlo Pontiggia. Compare nelle antologie «Poetando. L’uomo della notte» (Aliberti editore, Roma-Reggio Emilia, 2009) e «Mentre un’altra pagina si volta» (Giulio Perrone Editore, Roma, 2010) curate rispettivamente da Maurizio Costanzo e Walter Mauro.

Nel 2012, la Rete Uno della radio nazionale della Svizzera italiana gli ha dedicato una puntata del programma «Poemondo».

È da poco disponibile on-line il suo primo e-book di racconti: «Sia fatta la tua comicità. Paradise strips» (Cletus Production, Roma, 2012).

Fra le riviste da cui è stato recensito – o su cui ha pubblicato (talora in inglese) poesie, articoli o racconti – figurano «La poesia e lo spirito», «Tuttolibri» (inserto de «La Stampa»), «Poesia» (Crocetti Editore), «Poesia» (blog del canale televisivo Rai News), «Scriptamanent» (Rubbettino Editore), «Poeti e poetastri» (portale gestito dall’Agenzia letteraria “Perroni & Morli Studio”), «Gradiva», «Atelier», «La Mosca di Milano», «Stilos», «El Ghibli», «Corpo12», «Lettera.com», «Subway Letteratura», «Sagarana», «IF. Insolito & Fantastico», «Il Paradiso degli Orchi», «BooksBrothers», «TerraNullius», «Oubliette Magazine», «Progetto Babele», «Tangram», «InFonòpoli», «Books and other sorrows», «Filling Station» (quadrimestrale canadese) e «Snow Monkey» (periodico statunitense).

Recensioni a sua firma sono uscite sia nel sito della rivista «L’Indice dei libri del mese», che in quello dell’edizione fiorentina del «Corriere della Sera».

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