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Stefano Tarquini

15 settembre 2021

Stefano Tarquini (Roma, 1978) si avvicina fin da subito alla poesia, in particolare alla beat generation. In seguito conosce Maurizio Cucchi, che pubblica alcune sue poesie su “Specchio” di Repubblica. È presente in diversi blog di settore e riviste. Partecipa attivamente a manifestazioni
poetiche, concorsi, laboratori di scrittura creativa. Comincia a lavorare nel 1998. Mette su famiglia. Fa una figlia. Smette momentaneamente di scrivere per dedicarsi ad un’altra sua grande passione: la musica. Fa 5 dischi con un gruppo crossover romano, i Palkosceniko al Neon, con cui colleziona più di 300 live in giro per l’Italia e l’Europa. Collabora con svariati gruppi della provincia romana. Organizza cinque edizioni di un festival di musica indipendente, il “Pecora Nera Festival”. Negli ultimi anni ha ricominciato a scrivere. Lo potete leggere su: “Intermezzo Rivista”, “Di sesta e di settima grandezza”, “Poetry Factory”, “Scemo Magazine”, “Leggere Poesia”, “L’Ottavo”, “Poesia Ultracontemporanea”, “La rosa in più”, “Poeti dal parco” e “Cartoline Volanti”.

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Fantasmi

È solo un sogno che non hai finito,
lungo una carreggiata che ti porta altrove
dove i pensieri non rimangono,
premono come fantasmi sulle tempie.

E ti fai spazio tra i vestiti della sera prima,
camminando tra le fiamme senza far rumore.

Non voglio svegliarti.
Il mio sogno diventerà il tuo.

o una carreggiata che ti porta altrove
dove i pensieri non rimangono,
Formiche

Tornate al vostro mondo com’era prima
formiche al formicaio.

Alle prese con enormi briciole di carne,
una goccia di pioggia uno tsunami,
un sospiro é una tempesta!

Sembrate unite e compatte
cicliste in fila indiana,
drogate abitudinarie di routine.

Senza una sveglia dormireste,
senza una campanella non avreste fame.

Niente fila per la mensa,
niente acqua frizzante al distributore!

Una mezza sigaretta ogni due ore
una pisciata veloce,
e tutti ricomincia da capo….

Attenti insetti
oggi vi darò filo da torcere,
sarò il cerino con cui vi scotterete le zampette!

*

Il sangue di domani

Con un sorriso idiota
affronteremo le altezze,
accartocciando pensieri ad uno ad uno.

E come mani in tasca,
fogli infreddoliti di giornale
soffieranno via,
il sangue di domani.

 *

La mejo città de tutte

Bello,
vedette mentre te fai grossa,
come la mejo città de tutte
quanno er sole se ne va’.

Bello,
cucinatte na cosetta,
mette a palla na canzona
e poi vedette magna’.

Bello,
guardasse come regazzini
che se fanno i gavettoni
quando a scola nce devono più anna’.

Bello,
mentre tutto attorno cade,
inventa’ ste du cazzate,
pe vedette ancora ride
e non fatteme scorda’.

 *

La rivincita dei vivi

Quando il giorno nasce appena
e ingoi come un brivido la notte,
un soffio di vento ti spalanca il petto,
un istante ti colora.

Ha lo stesso sapore della sconfitta
la rivincita dei vivi.

*

Letargo

Corridoi freddi più di prima.
Devi accendere la luce per vederne la fine.

Serrande abbassate.
Finestre serrate sui primi schizzi di luce del giorno
che tarda ad arrivare.
Porte socchiuse e sbattute senza rumore
su quello che era vero.

Mi specchio dentro pezzi di vetro che non riflettono.
Cerco una risposta oltre me.
Mi accontento dei riflessi.

Stanze vuote come strade vuote.
Mani vuote come occhi chiusi.

Ma oggi tutto è fermo.
Gli oggi che corrono a nascondersi dietro le maschere di domani.
Quei sorrisi dopotutto. Quei sorrisi appiccicati alla faccia,
perdono pian piano il colore primo
e riportano a noi.
A come siamo in mezzo al mondo.
Al mondo come era.

Cosa vedi oltre la porta?
Un uomo debole.
Una donna di lana.

Un paese in letargo.

Un mucchio di parole sbagliate che prendono fuoco.

*

Nascondigli

Un vortice di foglie ci abbraccia,
la danza dell’inverno arriva,
giallo a perdita d’occhio.

Un albero spoglio dopo un albero che non c’è più.

I nostri nascondigli preferiti,
lo spazio piccolo dei fulmini.

Ma s’allontana inesorabile l’eco
delle parole che non ci siamo detti.

 *

 Rottweiler

Quello che ti lasci alle spalle
non è silenzio
ma un puzzle mai finito
di una grande infanzia.

Ai piedi dodici rintocchi e tredici serpenti,
lungomare di Soverato,
il battito irregolare di un orologio Casio
di notte,
ci sveglia tutti quanti che sembriamo panettieri.

Panda con gli occhiali da sole,
fondi di bottiglia dove leggere il futuro,
una musica pericolosa
filodiffusa.

Il trenino per Siderno non fa fermate
né per pisciare
né per fare filosofia.

Quello che attraversi è un antidoto,
non ti piace chiamarla vita
e interrompi la tua fiction con una pubblicità di materassi.

Mine sotterrate sottoterra
un ponte pericolante che non crolla sui binari
ne sui ricordi di una città morta.

Allora dai una lucidata ai tuoi ricordi,
li fai splendere come una batteria di pentole,
come un servizio di posate d’argento.

Intanto io cammino al contrario in un cerchio di fuoco,
con due grandi occhi grigi
e sorriso da rottweiler.

*

Stefano Tarquini nasce a Roma nel Giugno del 1978.

Fa studi classici e si avvicina fin da subito alla poesia rimanendo completamente affascinato dalla beat generation e dal primo libro che legge senza condizionamenti esterni : “On the road” di Jack Kerouack.

Conosce la Pivano e Ferlinghetti a Firenze. Scopre Bukowski. Divora Emidio Clementi, Claudio Piersanti, Ivano Ferrari, Antonio Moresco, Giuseppe Casa…

Ha un rapporto epistolare con Maurizio Cucchi che sfocia in una pubblicazione di sue poesie su “Specchio” di Repubblica.

Nella prima fase della sua scrittura pubblica su tantissimi blog di settore, riviste online e non. Partecipa attivamente a manifestazioni poetiche, concorsi, laboratori di scrittura creativa.

Comincia a lavorare nel 1998. Mette su famiglia. Fa una figlia. Smette momentaneamente di scrivere per dedicarsi ad un’altra sua grande passione: la musica.

Fa 5 dischi con un gruppo crossover romano, i Palkosceniko al Neon, con cui colleziona più di 300 live in giro per l’Italia e l’Europa. Collabora con tantissimi gruppi della provincia romana. Organizza cinque edizioni di un festival di musica indipendente il “Pecora Nera Festival”.

Nel tempo libero fa sport ed è amante della montagna e della buona cucina.

Negli ultimi anni ha ricominciato a scrivere.

Poesie sono su: “La seppia”, “Intermezzo Rivista”, “Di sesta e di settima grandezza”, “Poetry Factory”, “Scemo Magazine”, “Leggere Poesia”, “L’Ottavo”, “Poesia Ultracontemporanea”, “La rosa in più”, “Poeti dal parco”, “Transiti Poetici” e “Cartoline Volanti”.

Racconti: “Garibaldi, Thomas e la fica” appare su: “Romanagua”, “Due” appare su: “Voce del verbo rivista”, “Consegne” appare su: “Smezziamo”, “Maradona, la Caritas e bastoncini di pesce” & “Naked.Una storia violenta.” appaiono su: “Birò”, “La fine non è la fine” & “ Il bagaglio imperfetto” appaiono su: “Tremila battute”, “Mannitòlo” appare su: “L’incendiario”, “Cuore con la Q” appare su: “Sulla quarta corda”,“Rachele Libera!” appare su: “Quaerere

Ad agosto 2021 esce per “Transeuropa Edizioni” la sua prima silloge poetica: “I giorni furiosi”.