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Ada Crippa

12 luglio 2017

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Alberto Figliolia per “Eco di Neve”

 

Ada Crippa ha un talento versatile. La puoi vedere cimentarsi in una Poetry Slam, competizione a suon di versi fra autori, i più eterogenei, che si espongono, rispettando determinate regole, al giudizio del pubblico – si tratta sovente di performances, di un pirotecnico e magmatico “agonismo poetico”, un incrocio fra poeti e rapper, ben più che una moda o un fenomeno di tendenza, in ogni caso una manifestazione artistico-letteraria di qualità, con una forte matrice e fruizione orizzontale, democratica e popolare. La puoi ammirare, Ada Crippa, come poetessa civile, con l’impegno genuino e totale per ogni giusta causa. E la puoi scoprire immersa nelle magiche atmosfere dell’universo haiku, alle vibrazioni armoniche in 5-7-5 sillabe con suggestioni d’infinito.

 

Fiori di pruno

avvolti dalla neve.

Quale stagione?

 

Tra folte felci

si riposano pietre.

Tempo che dice.

 

Cielo cobalto

m’avvolgo sulle spalle.

Arnia di sogni.

 

C’è un’orchestra

tra le foglie dei rami.

Sonata d’ali.

 

Là sulle cime

altissima la neve

parla col sole.

 

Stretta tra gole

una chiesetta antica

veglia la pace.

 

 

 

Ve ne abbiamo proposti alcuni (peraltro formalmente perfetti) affinché possa comprendersi la pienezza dell’ispirazione di Ada Crippa, quella sua capacità di cogliere l’attimo, il flash d’eterno che si cela in un istante, l’hic et nunc che dovremmo saper cogliere come il più pieno e dolce dei frutti. E fluisce, soave e possente, delicato e struggente, forte, il fiume della natura, anche se sei ai margini della megalopoli, nel cuore di un impero fatto di capannoni e tangenziali. Ma, si sa, i fiori bucano il cemento e un oleandro può colorare il più grigio dei balconi. E, se tendi l’orecchio (esteriore e interiore) all’ascolto, puoi udire la neve cadere, coprire il mondo di purità e coglierne l’eco nello spazio e nel tempo. Così, con questa nuova consapevolezza, anche il nostro destino odora e sa di luce, nostalgia e amore.

Pasquale Matrone per “Acqualuna” in video poesia

L’ “impasto” sapiente di versi, musica, immagini, luce offre una testimonianza eloquente del kantiano “sublime dinamico”. Grazie, carissima amica: mi ha regalato perle purissime, svelando un’anima toccata dalla divina grazia… Ho ascoltato. E avevo la sensazione di partecipare a una preghiera corale alla Sacra Bellezza… Invito gli amici a “saccheggiare” questo video e ad ascoltarlo tutte le volte che vogliono trovare conforto alle ferite a loro inferte dall’egoismo, dall’incapacità di amare, dall’invidia o dalla bestialità paranoica di chi odia tutto il genere umano perché odia sé stesso.

 

Verso te

Hai capelli blu mare

on indizi di schiume

una notte, una stella scese

raccolse l’onda a piene mani

per fartene dono

così, che i segreti delle luminose Pleiadi

caro a Saffo

alla tua voce fossero canto

come delle Nereidi il corpo leggero

d’acque – fluire verso

 

Dedicata a N.V.

*

Viene la sera

In punta di piedi

senza rumore

i suoi passi blu

sui fili rosa

dell’equilibrio

 

 

La luna nel secchio

 

La luna è nel secchio

tremula

 

fatica della mano al fondo

nell’ondeggiar dell’acqua

 

ritta o seduta sull’orlo del pozzo

guardo l’argenteo riflesso

fluttuante

 

le voci spente della notte

tessano di seta tutt’attorno

il loro manto

 

nell’alveo un nodo di pianto

si compone e si scioglie

Eros Olivotto prefatore de “ Tra l’aria senza forme

 

Scarna ed essenziale, quella che la poetessa persegue è una lingua lontana da certa letterarietà, le cui strutture creano un effetto estraniante, offrendo quindi un diverso spazio di riflessione. Lo stile piano, mai povero, si avvale di un lessico che spesso si affida all’utilizzo di termini concreti, cioè aventi uno stretto legame con la realtà quotidiana, assicurando in tal modo al dettato un’autenticità non facilmente riscontrabile. Pur non rinunciando al gusto del frammento, già evidenziato nella raccolta “Eco di Neve”(Ed. La Vita Felice) In questo lavoro l’autrice propone un dire più discorsivo, il cui ritmo, che potremmo definire icastico, è assicurato dallo scorrere delle immagini, della loro puntuale cadenza e precisione. C’è un testo, al  riguardo, una lirica raffinata, particolarmente adatta ad evidenziare la tensione alla ricerca della bellezza e della sua messa in luce, che proponiamo come chiusa preziosa di questa nota:

 

Fiocchi

fiocchi

cadono

fitti fitti

faville

fatte

fili

fumo

forme

a intessere nuvole

nell’atelier della sostanza

l’abito bianco

a guisa di tulle alla terra

ammutolisce e incanta

 

*

Ancora non c’è la rosa

di bellezza esplosa

al cielo di maggio

 

ma porta il gambo

– al farsi delle regina

le damigelle spine

perfette all’inviolabile

 

 

 

Dolore

 

Gridava il dolore

dentro a una muta stanza

come lupo braccato

e senza peli

 

il gelo sentiva

come fuoco

bruciarle la carne rosa

rosa d’agnello

 

Gli imperi grondano sangue

e tappeti infiniti si stendono

ai carnefici

 

Parola, mia parola

fatti lama

fatti erpice che rigira

zolle al sole

 

 

*

 

Il mondo non ha bisogno di me

né di te

eppure ci nutre degli altri

la vita

 

vedi dunque di filtrare il veleno

prima di versarlo

nei solchi della storia

 

 

We bilieve in peace

Noi crediamo nella neve che scende

nel suo valore

 

– balsamo sulle rughe della terra e altre cose –

 

lasciate gli stormi volare

e bianca ci ritorni la neve

 

 

 

La forza della bellezza

 

Così, innalzata mi sento

 

– danzatrice tesa piuma

nelle mani elevate

del danzatore –

 

quando bellezza altrui e altre cose

pervadono straripanti

le strade tutte del mio corpo

 

lì vorrei restare

tra l’aria senza forme sublimata

e poi nuova – discendere

 

 

 

Ada Crippa nasce ad Agrate Brianza dove tutt’ora vive. Scrive poesie da quando ha imparato a leggere e a  scrivere. Proviene dal mondo operaio e dalla militanza politico- sindacale.
Ha pubblicato cinque raccolte e due plaquette

Raccolte:

Antimenti – Antologia a tre Voci- 1989 (prodotto in proprio)

“Vele” –  LietoColle 2007

“Acqualuna”  – Onirica Edizioni 2011

“Eco di Neve-  Haiku” –  La Vita Felice  2014

“Tra l’aria senza forme”- Caosfera Edizioni-  2016

 

Plaquette Pulcinoelefante: “Libero suono” –   2004 “Albero”  –  2005

 

Aderisce a premi di poesia ottenendo buoni riconoscimenti

Partecipa ai Poetry Slam e reading personali e collettivi

Scrive brevi racconti mai pubblicati, ma ciò non le ha impedito di mettere  in scena, durante la festa dei popoli sulla piazza comunale del suo paese (Agrate Brianza) un suo breve racconto: “Dritan del cielo stellato”.  Racconto testimonianza   che parla della traversata per mare dei clandestini Albanesi.

 

 

 

 

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Ada Crippa

30 giugno 2014

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E’ qui

                                   

 E’ qui, oltre questa ruga
-che le mie dita sfiora-
la porta d’accesso all’infinita vita d’avi
che mi comprende.

M’invita
-nell’atrio spalancato
che conduce alle stanze del tempo
sepolto- un attimo fuggente
che la soglia tutta indora

seppur rapido è il suo passare
una goccia di luce
oltre la ruga rimane
a chiarirmi che altre infinite stille
vuole l’oscurità

Da “Luce e Notte”- antologia -LietoColle

 

Alla riva

Sopra al cielo dei pesci
vanno i piedi nudi
come automi

simbiosi di squame
nell’immersione m’allaga
e una coda sirena
quasi mi punta

da “Acqualuna” 2011-Onirica Edizioni

 

 

Remota
Quand’ero pesce
l’acqua m’insegnava
la corrente alle pinne
così durammo agli abissi
in specie

così il vento alle ali
quando fui uccello nei cieli

così la terra i suoi nodi
ai piedi che vanno leggeri
quando dal petto una musica
d’onde o un frullo sorprendente
ci giunge

Da “Le voci della Luna” segnalata

 

 

*
M’infilo nella cerniera dell’orizzonte
nuoto nuda tra mare e cielo
squame e piume sulla pelle
e ritorno a casa

(inedita)

                                                                   

Strali nel buio

Lancia strali dal buio
il Kaos primordiale

un lamento insistente
sale e scende nella corrente
di tutti i rivi della mia carne

in similitudine vado cosciente
ad occhi chiusi alla strada del ritorno
un guizzo tento nella sua onda
pesce nel flusso squamata lotto

ed ecco il diluvio universale
apparire
le piogge millenarie
le gocce trasparenti
precipitare al suolo
farsi dita cercarsi unirsi
Gaia ed Urano intravedere
sotto le ciglia
e poi placata tornare
lenta

(inedita)

 

 

Quel senso

C’è un attimo nell’ora
e più ore nella vita
dove ti prende un senso
indefinito

senti – come già vissuto
l’attimo che avanza
incompiuto

come in un teatro- dove non visto
il suggeritore nascosto
parole già scritte sulle labbra ti mette:

conosce le parti, le persone, i luoghi
e tutto si svolge come già
confusa – temevi

… e ti sforzi di ricordare
forse in sogno, forse – tal scena avvenne.

Memoria, memoria
quando partorirai?

Da “Antimenti” 1989 (pubblicazione propria)

 

Sono

Sono una goccia – che in uno stagno cade
e che solo per un attimo – le acque ferme smuove.

Sono la pioggia che cade nel mare
il mare che batte lo scoglio.

Sono lo scoglio che arresta il vento
il vento che s’ingremba nell’onda
sono l’onda che disseta la riva
la riva che s’allunga nel sole.

Sono il sole che scalda la terra
la terra che contiene la zolla
sono la zolla che attende l’aratro
l’aratro che invita la mano.

Sono la mano che preme la tua
perché dunque io, ti amo
io t’amo e so d’essere nulla
– nel passato o nel futuro – nulla.

Sono un frammento di luce dispersa
nel tempo che cerco
sono un nugolo di polvere mischiata con l’acqua
sono l’acqua che bevo e che nutro
sono un soffio nell’universo infinito.

Sono il respiro della luna
che passa silenziosa
sono un uccello che scava col becco
la sua dimora

sono una foglia scritta nel tempo
la stagione che si consuma
sono la notte che scende furtiva
il buio che intana e fa’ paura.

sono dunque… la morte?
sono prima: la vita

da “Antimenti” 1989- (pubblicazione propria)

 

 

*

Ho vissuto in una mattina afosa
mentre andavo solitaria per la casa
Un attimo di morte della mia vita
Qualcosa che saltava nel buio assoluto
Traslocava dal me materica
al fuori libera eterea
Poi il ritorno fulmineo della cosa senza corpo
Nella statua di ossa a scolpirmi il viaggio

(Inedita e recentissima)

 

 

 

 

Ada Crippa è nata ad Agrate Brianza (MB) dove tutt’ora vive
Ex operaia ha iniziato a scrivere poesia sin dall’infanzia

Pubblicazioni:

“Antimenti”- raccolta antologica a tre voci (con Corrado Accordino- Dario Pardes Roques- Ada Crippa) pubblicata in proprio nel 1989.
La raccolta “Vele” LietoColle 2007
La raccolta poesie brevi “Acqualuna” Onirica Edizioni 2011
Due Plaquette “Libero suono” 2004 – “ Albero” 2005 Pulcinoelefante di Alberto Casiraghi
“Eco Di Neve” – Haiku- La Vita Felice 2014

È presente in diverse antologie tra le quali:
“Tii bacio in bocca” “Luce e notte” “Corale per opera prima” “Milano verso Roma” “Il segreto delle fragole”” Verba Agrestia”- LietoColle.
“Poeti Lombardi” 2006 Giulio Perrone Editore.
“Donne si raccontano” antologia per l’otto marzo 2005/6/7/8 Edit- Santoro.
“Krons” 2013- Onirica Edizioni
“Carovana dei versi” 2011/12/13 di Abrigliasciolta.
“(S)frutta il Segno”- La vita Felice- 2012
“Haiku” – tra paralleli e meridiani”- Fusubilialibri- 2013
“Caro Bastardo ti scrivo” -storie di male e miele- FusibiliaLibri – 2013
“IncastRimeTrici” – Arcipelago edizioni – 2013
“Kronos” 2014- Onirica edizioni

Ha ottenuto diversi primi posti in concorsi letterari, finalista in “Poesia di Strada” 2012 e segnalazioni di merito tra i quali: “Le voci della Luna” 2010 -Sasso Marconi.

Ada Crippa

28 febbraio 2013

ada

Le poesie disegnano con un tratto lieve piccoli ritratti di donne, colte in un qualunque momento e intente a un disbrigo personale, tutte diverse, ognuna uguale, ricche di un’umanità che non chiede parole per essere riconosciuta né sigle per essere individuate.
Sono donne singole ma appartengono all’universo collettivo delle donne che le vede sempre impegnate a far procedere i giorni nei migliore dei modi possibili o a desiderare un mondo pieno di libera mente ottenuta attraverso il lavoro. Il dopoguerra ha visto la rinascita dell’Italia attraverso le donne e anche loro si sono conquistate, con la fatica, autonomia e riconoscimento d’identità:
“ma sempre in anticipo sulle cose da fare
che a perdere tempo
penava il ballo alla balera a sera.”

Sono popolane che non cercano né sognano il principe azzurro, soltanto s’impegnano per una vita degna; Anna già controcorrente pedala per giungere in tempo alla riunione politica rischiando il buio , la solitudine, l’uscio di casa serrato. C’è anche Olga ( e le sue compagne) che , riottosa alle promesse d’amore, inquieta e ardente si priva del fuoco interiore per morire nel fuoco che le arse dall’esterno. In questo universo di donne semplici e immense “, la figlia bambina sente
“piccolo il cuore incespicava
ingarbugliando il fresco respiro
(…….)
Eri mia madre e un’altra sembravi”

La poesia è parola e ogni parola è un evento , giusto dunque aprire questo mazzo di poesie con “Storie” dove il ritratto della nonna emerge in pochi gesti , gli altri sono tutti sottesi in questo “pallottoliere delle faccende domestiche/ al riporto” di grande energia.
Sentite la meraviglia musicale di questi tre versi:
“Ti muovevi precipitosa in avanti
che l’aria scossa tutta fuggendo
fuggitiva sentivo.”

Abbandonato il mondo delle donne , incontriamo il doloroso presente: la guerra, i peccati d’arroganza dell’occidente e la bellissima poesia “Afganistan” che prende la forma sempre rinnovata della nuvola che a sua volta assume la forma della poetessa : per scrivere così occorre un’acuità di visione ammirevole e rara.
Ada Crippa usa le parole per dettare un mondo che è ormai scomparso , eppure le donne ne sono sempre il perno. Queste poesie non solo recuperano la dignità femminile, ma la promuovono, senza gridare, senza l’uso di termini specialistici o di moda fra i media. E’ solo apparentemente semplice perché spennella un mondo pieno, variegato e faticoso ma degno.
Questa voce ben padroneggia la poesia, la sua musica, la sua grazia, perché che siano poesie aggraziate si può affermare senza timore. E considerati i temi la leggerezza è grande merito.
Narda Fattori

 

Storie

Slacciato il nero lucido grembiule
– pallottoliere delle faccende domestiche
al riporto –
si sedeva con ampi gesti di sollievo
a raccontarci storie la nonna dai capelli
raccolti a rosetta di trecce sulla nuca
con gli aghi per le solette delle calze
sotto alle ascelle

tirava il filo nero dal gomitolo
come la voce dalla gola
e a me le storie due sembravano

(ps: di questa poesia esiste un quadro a soggetto come previsto nel concorso “Poesia di strada” per i dieci finalisti. Un’opera pittorica della pittrice Gabriella Gattari, che ho potuto vedere ed ammirare a Macerata con grande commozione tanto ha saputo rappresentare il soggetto principale, la nonna!)

Delle donne i volti e i passi

I volti erano belli
delle donne dopo la guerra
di liberazione

avevano sorrisi
come di primavera

toutes les fleurs au soleil

e sporte alle braccia
e avevano un passo
come di corsa alla corriera
o a un treno
certo sapevano dell’ora ai polsi
ma sempre in anticipo sulle cose da fare
che a perdere tempo
penava il ballo alla balera a sera.

Come rose di maggio

… e poi la Anna disse che andava di fretta
e c’era nebbia quella sera
una sciarpa per coprire testa e collo
sulla bicicletta pedalava
che la riunione cominciava alla nove
che presto doveva essere di ritorno
che per le strade non c’era più nessuno
e che i suoi l’avrebbero chiusa fuori casa
e pensare che alla riunione doveva faticare
a far passare la sua parola femmina
tra compagni
che a perdere tempo
penava il ballo alla balera a sera.”

OLGA

Bruciavo
e la cenere avanzava in me
nei miei anni migliori

non dico mio padre o mia madre
o altri da fuori a strozzarmi il cuore
ma struggente il suono
di balalaike lontane
scioglievano come fiocchi di neve
al suolo i miei piedi

-i cigni lontani dal lago
mandavano richiami di piume-

fuggivo
rincorrendo l’inquietudine
al suo abbraccio soffocante
mi facevo di droga e di vino

raccogli ora la mia bocca spenta
ora che il fuoco da fuori
mi ha vinto

Venerdì notte (8 Dicembre 2006), a Mosca, in un centro per il recupero di
tossicodipendenti, morirono 45 donne a causa di un incendio. erano chiuse nello loro
stanze. l’uscita di sicurezza bloccata. I pompieri arrivarono in ritardo.

*

Ti muovevi precipitosa in avanti
che l’aria scossa tutta fuggendo
fuggitiva sentivo

piccolo il cuore incespicava
ingarbugliando il fresco respiro

confusi giravano gli occhi azzurrini
e a quell’azzurro d’avi m’aggrappavo

Eri mia madre e un’altra sembravi

Afghanistan

Quella nuvola
ha la forma del mio piede
del mio piede che perde la sua forma

s’allunga

diventa la mia magra gamba
la mia gamba che perde la sua forma

s’avvolge

diventa il mio occhio
il mio occhio che vede la sua gamba
diventare nuvola.

Testo poetico segnalato nella sezione cantiere al concorso “Le voci della luna” 2010

Occidente

L’occidente ha grandi bocche
e stomaci oltre confine
da offuscare il cuore

si spalma senza risparmio
il miele sulle sue labbra
carnose

mentre api regina
non figliano nel veleno
che genera.

D’amore

Rimaneva
nel tempo sospeso
degli sguardi il varco
all’oltre
dove piantare le radici
e sentirsi accolti

Bolle di sapone

Faccio bolle di sapone

che t’insegnano il soffio
il governo delle labbra
e del respiro
la danza delle sfere
la luce riflessa
dell’universo.

faccio bolle di sapone
perché mi piace la grazia
con cui vanno a morire

Ada Crippa abita ad Agrate Brianza, dove è nata 11 marzo 1945. Scrive poesie fin dall’infanzia. Viene dal mondo e dalla cultura operaia. Entra in fabbrica all’età di 13 anni e la lascia definitivamente nel 1989, anno in cui pubblica in proprio: “Antimenti” antologia poetica a tre voci con Corrado Accordino e Dario Pardo Roques. Nel 2004 nasce “Libero suono” plaquette PulcinoElefante; 2005 “Albero” plaquette PulcinoElefante; 2007 “Vele” LietoColle; 2011 “Acqualuna” Onirica Edizioni.
È presente in diverse antologie tra le quali per “Ti bacio in bocca, Stagioni, Luce e Notte, Milano verso Roma, Corale per opera prima, Il segreto delle fragole, Verba Agrestia” per LietoColle; “Subdoli voli” Pragmata Edizioni;” Poeti Lombardi” – G.Perrone Editore; “Donne si raccontano”: antologia otto marzo-2005/06/07/08 EditSantoro; “La follia” – Città di Romano Lombardia; “(S)Frutta il segno” La Vita Felice.
Ha ottenuto primi posti in diversi concorsi di poesia e segnalazioni di merito tra le quali “Le voci della Luna” 2010. Nel 2012 è tra i dieci finalisti del concorso “Poesia di strada”
Ada è stata ideatrice e organizzatrice di eventi culturali quale presidente del GLA (Gruppo Letterario Agratese) attualmente gira per il territorio leggendo poesie, partecipa ad eventi di lettura a voce alta per la Biblioteca “Enzo Biagi” del suo paese e partecipa ai Poetry Slam.