Paola Puzzo Sagrado

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I versi di Paola Puzzo Sagrado colpiscono per nitidezza, definizione degli attimi, l’intenzione ferma con cui il drappo posto sul nodo gelido da sciogliere è sollevato. Ci sono grazia ed eleganza nel porgerli che nulla tolgono alla forza delle immagini: onda calibrata che investe, limpida nel registro, finemente profonda. Latente, implicita, la sensuale rarefazione di un femminile che non cede alla lusinga di un’esposizione dell’eros fine a se stessa, piuttosto una fusione con la dimensione che s’interroga sul senso (o ruolo) di un sé capace di contenere le domande di una generazione che dura millenni. Può accadere così che il tempo, precipiti in un non luogo dell’avvenire avvenuto, fissando lo sguardo sul groppo preciso, approdo cercato, un particolare vicino e riesca poi a deviare il “sospeso”, a rifletterlo, come biglia che schizzi sul centro taciuto (fissandolo sul foglio bianco “fino al midollo” cit.). I versi lancinano e la “compostezza” (accurata la rimozione del superfluo, ogni sonorità vibra senza rumorosi artifici) con cui è offerto il sacrificio, la lucente bellezza delle figurazioni, tocca corde che rispondono a un richiamo ancestrale seppure l’immedesimazione abbia convinzione di modernità attraverso i lemmi, i temi che abbracciano il vario, comune e singolare, mondo di donna calata nel quotidiano ma protesa per quel dove di sguardo che fa di Paola Puzzo Sagrado una voce poetica necessaria.

(di Doris Emilia Bragagnini)

 

inediti di Paola Puzzo sagrado

 

Fatalité d’une femme

Gesti di folle autarchia
equilibrismi della logica
tengono piatta la posizione

Denti in gabbia
Stipsi dei sentimenti

La livida umiliazione
di un rossetto inviolato
stinge vendette irrisolte

rivoli di carminio sversati
tutti, in un cuore inesatto

Scaldare questa sedia cosmica
avallare la nuda sintesi del graffio
avvolgersi in stole d’egoismo
sgranare rosari di lussuria
o impazzire in segreto
la mente puerile rinchiusa
nei fondi cassetti di un limbo…

No, no, no, no!
Sbocciare altrove, altra
opposta al vento

curva di tenerezza
sulla terra diaccia

 

Violenze impercettibili

Tono su tono
come un cieco se vedesse il buio
il tumulto rombante del sangue
in un silenzio di carne nuda.

Inavvertita la differenza
tra un sorriso
e una piega amara
tra un ricordo
e una catacomba mentale
l’infliggersi di uno sguardo
è un’apocalisse del cuore.

Ma tutto avviene, cade o piove
l’aria si fa senza uscite
nell’attimo di uno smottamento
nello spazio di un filo d’anima.

Rivedersi a valle
non è nella mia idea di amore.

 

Disegnarsi gli occhi per vedere di sperare

Accade, talvolta
che i fiori recidano la luce
e in un collasso d’intenti
l’aria nella stanza vacilli
(occorre fenderla anziché
portarne il peso sulle spalle)

che un ragno di sgomento
s’inerpichi nero fino al midollo
abbandonandoti alla fine
di qualcosa che non c’è stata
mentre guardi in faccia
il foglio bianco.

E di spingere
le parole a bordo tavolo
rifiutando di mettere un forse
davanti a ogni frase.
Anche se, comunque
non dirai il vero.

 

Dire due partendo da zero

Blu coccinella, rosso da scialare
a cenni ipotetici di sfumature violente
già amare un canto, senza saperne la voce
scambiare cinque lettere per meta esotica
di persistenti desideri da spiaggiare

Fregarsene della metrica, a quel punto
per ribadirsi un concetto impopolare
ciò che possiedi è tutto in una gabbia
d’organica materia ossea, fratturata
da un’anima troppo incline a divagare

Disamalgama crudele che fraintende
il particolare annegato nel totale
per vedere quanto stai per perdere
ti basta incontrare due occhi fermi

Sciocca pareidolia sentimentale!

 

Poesia di ogni estate

37 gradi
mi colano sogni
dalla fronte madida
evolvono in verità combuste.
E ora, in che dolore muterai?
La luce taglia i polsi al futuro
autoerotica ironia della sorte
ed io, Dio! Sto qui, con la mente
piazza di un folle raduno.
Vorrei graffiare a sangue quest’ipocrisia
ammaccare a pugni ogni frase
sfondarne a calci il senso
spaccarne il suono
sentirne lo scricchiolio
sotto le scarpe.
Ribaltare di colpo
la farsa di questo tavolo.
Farne la mia trincea.
Finirà, un giorno
questa faida di aggettivi.
Fuggiranno i pochi verbi superstiti,
si getteranno urlando sulla carta
strada delle mie parole!

 

*

 

Paola Puzzo Sagrado vive in Sicilia e si occupa di grafica e web design. Scrive poesie da sempre. Segnalata al Premio di poesia giovanile «Mario Gori» della città di Ragusa nel 2001, ha successivamente partecipato a diverse antologie tra cui «Parla come navighi – Antologia della webletteratura Italiana» a cura di Mario Gerosa (Ed. Il Foglio) e «Il Giardino dei Poeti» (Ed. Historica). Nel 2007 ha pubblicato la sua raccolta «Il diavolo piange» (Ed. Il Filo). E’ redattrice del blog letterario Neobar, altre sue poesie sono gentilmente ospitate su diversi altri blog e siti dedicati alla letteratura (Filosofipercaso, Il giardino dei poeti, Arteinsieme, Larosainpiù, Tornogiovedi, The Cats Will Know etc.). Recensita positivamente per alcuni testi  nello spazio “dialoghi in versi” , da Maurizio Cucchi su La Stampa.

Doris Emilia Bragagnini compare in alcune antologie tra cui «Il Giardino dei Poeti» (Ed. Historica), con prefazioni per sillogi poetiche, in blog e siti letterari web: Neobar, Filosofi Per Caso, Il Giardino dei Poeti, Torno Giovedì, Viadellebelledonne, Carte Sensibili, La Poesia e lo Spirito, La Dimora del Tempo Sospeso, Le Vie Poetiche. Ha partecipato al poemetto collettivo “La Versione di Giuseppe. Poeti per don Tonino Bello” (ed. Accademia di Terra d’Otranto, Neobar 2011). Inserita nell’antologia « Fragmenta» (premio Ulteriora Mirari ed. Smasher 2011). Menzione d’onore per il testo “claustrofonia” sezione “Una poesia inedita”, premio Lorenzo Montano 2013. Oltreverso, il latte sulla porta (ed. Zona 2012) è la sua opera prima. Redattrice di Neobar cura il blog personale ”Inapparente Crèmisi”.

 

 

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3 Risposte to “Paola Puzzo Sagrado”

  1. romeoraja Says:

    impossibile scindere la poesia di Paola da Paola, parole che non ci stanno a questo gioco e che comunque, per come possono, per quanto cerchino e per silenziosissime vie, continuano a giocare.
    Risvolti che più della direzione del viso, dicono dove stia guardando.
    E’ sempre bello leggerti. bravissima.

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  2. giuseppebarreca Says:

    brava!

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  3. fattorina1 Says:

    a signoria della parola ne denuncia anche i suoi limiti; tu sai imbrigliare il senso nel verso e produrre una sinfonia di note che dipingono il bello e l’orribile.Ossimori intersecanti.
    Narda

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