Ada Crippa

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Le poesie disegnano con un tratto lieve piccoli ritratti di donne, colte in un qualunque momento e intente a un disbrigo personale, tutte diverse, ognuna uguale, ricche di un’umanità che non chiede parole per essere riconosciuta né sigle per essere individuate.
Sono donne singole ma appartengono all’universo collettivo delle donne che le vede sempre impegnate a far procedere i giorni nei migliore dei modi possibili o a desiderare un mondo pieno di libera mente ottenuta attraverso il lavoro. Il dopoguerra ha visto la rinascita dell’Italia attraverso le donne e anche loro si sono conquistate, con la fatica, autonomia e riconoscimento d’identità:
“ma sempre in anticipo sulle cose da fare
che a perdere tempo
penava il ballo alla balera a sera.”

Sono popolane che non cercano né sognano il principe azzurro, soltanto s’impegnano per una vita degna; Anna già controcorrente pedala per giungere in tempo alla riunione politica rischiando il buio , la solitudine, l’uscio di casa serrato. C’è anche Olga ( e le sue compagne) che , riottosa alle promesse d’amore, inquieta e ardente si priva del fuoco interiore per morire nel fuoco che le arse dall’esterno. In questo universo di donne semplici e immense “, la figlia bambina sente
“piccolo il cuore incespicava
ingarbugliando il fresco respiro
(…….)
Eri mia madre e un’altra sembravi”

La poesia è parola e ogni parola è un evento , giusto dunque aprire questo mazzo di poesie con “Storie” dove il ritratto della nonna emerge in pochi gesti , gli altri sono tutti sottesi in questo “pallottoliere delle faccende domestiche/ al riporto” di grande energia.
Sentite la meraviglia musicale di questi tre versi:
“Ti muovevi precipitosa in avanti
che l’aria scossa tutta fuggendo
fuggitiva sentivo.”

Abbandonato il mondo delle donne , incontriamo il doloroso presente: la guerra, i peccati d’arroganza dell’occidente e la bellissima poesia “Afganistan” che prende la forma sempre rinnovata della nuvola che a sua volta assume la forma della poetessa : per scrivere così occorre un’acuità di visione ammirevole e rara.
Ada Crippa usa le parole per dettare un mondo che è ormai scomparso , eppure le donne ne sono sempre il perno. Queste poesie non solo recuperano la dignità femminile, ma la promuovono, senza gridare, senza l’uso di termini specialistici o di moda fra i media. E’ solo apparentemente semplice perché spennella un mondo pieno, variegato e faticoso ma degno.
Questa voce ben padroneggia la poesia, la sua musica, la sua grazia, perché che siano poesie aggraziate si può affermare senza timore. E considerati i temi la leggerezza è grande merito.
Narda Fattori

 

Storie

Slacciato il nero lucido grembiule
– pallottoliere delle faccende domestiche
al riporto –
si sedeva con ampi gesti di sollievo
a raccontarci storie la nonna dai capelli
raccolti a rosetta di trecce sulla nuca
con gli aghi per le solette delle calze
sotto alle ascelle

tirava il filo nero dal gomitolo
come la voce dalla gola
e a me le storie due sembravano

(ps: di questa poesia esiste un quadro a soggetto come previsto nel concorso “Poesia di strada” per i dieci finalisti. Un’opera pittorica della pittrice Gabriella Gattari, che ho potuto vedere ed ammirare a Macerata con grande commozione tanto ha saputo rappresentare il soggetto principale, la nonna!)

Delle donne i volti e i passi

I volti erano belli
delle donne dopo la guerra
di liberazione

avevano sorrisi
come di primavera

toutes les fleurs au soleil

e sporte alle braccia
e avevano un passo
come di corsa alla corriera
o a un treno
certo sapevano dell’ora ai polsi
ma sempre in anticipo sulle cose da fare
che a perdere tempo
penava il ballo alla balera a sera.

Come rose di maggio

… e poi la Anna disse che andava di fretta
e c’era nebbia quella sera
una sciarpa per coprire testa e collo
sulla bicicletta pedalava
che la riunione cominciava alla nove
che presto doveva essere di ritorno
che per le strade non c’era più nessuno
e che i suoi l’avrebbero chiusa fuori casa
e pensare che alla riunione doveva faticare
a far passare la sua parola femmina
tra compagni
che a perdere tempo
penava il ballo alla balera a sera.”

OLGA

Bruciavo
e la cenere avanzava in me
nei miei anni migliori

non dico mio padre o mia madre
o altri da fuori a strozzarmi il cuore
ma struggente il suono
di balalaike lontane
scioglievano come fiocchi di neve
al suolo i miei piedi

-i cigni lontani dal lago
mandavano richiami di piume-

fuggivo
rincorrendo l’inquietudine
al suo abbraccio soffocante
mi facevo di droga e di vino

raccogli ora la mia bocca spenta
ora che il fuoco da fuori
mi ha vinto

Venerdì notte (8 Dicembre 2006), a Mosca, in un centro per il recupero di
tossicodipendenti, morirono 45 donne a causa di un incendio. erano chiuse nello loro
stanze. l’uscita di sicurezza bloccata. I pompieri arrivarono in ritardo.

*

Ti muovevi precipitosa in avanti
che l’aria scossa tutta fuggendo
fuggitiva sentivo

piccolo il cuore incespicava
ingarbugliando il fresco respiro

confusi giravano gli occhi azzurrini
e a quell’azzurro d’avi m’aggrappavo

Eri mia madre e un’altra sembravi

Afghanistan

Quella nuvola
ha la forma del mio piede
del mio piede che perde la sua forma

s’allunga

diventa la mia magra gamba
la mia gamba che perde la sua forma

s’avvolge

diventa il mio occhio
il mio occhio che vede la sua gamba
diventare nuvola.

Testo poetico segnalato nella sezione cantiere al concorso “Le voci della luna” 2010

Occidente

L’occidente ha grandi bocche
e stomaci oltre confine
da offuscare il cuore

si spalma senza risparmio
il miele sulle sue labbra
carnose

mentre api regina
non figliano nel veleno
che genera.

D’amore

Rimaneva
nel tempo sospeso
degli sguardi il varco
all’oltre
dove piantare le radici
e sentirsi accolti

Bolle di sapone

Faccio bolle di sapone

che t’insegnano il soffio
il governo delle labbra
e del respiro
la danza delle sfere
la luce riflessa
dell’universo.

faccio bolle di sapone
perché mi piace la grazia
con cui vanno a morire

Ada Crippa abita ad Agrate Brianza, dove è nata 11 marzo 1945. Scrive poesie fin dall’infanzia. Viene dal mondo e dalla cultura operaia. Entra in fabbrica all’età di 13 anni e la lascia definitivamente nel 1989, anno in cui pubblica in proprio: “Antimenti” antologia poetica a tre voci con Corrado Accordino e Dario Pardo Roques. Nel 2004 nasce “Libero suono” plaquette PulcinoElefante; 2005 “Albero” plaquette PulcinoElefante; 2007 “Vele” LietoColle; 2011 “Acqualuna” Onirica Edizioni.
È presente in diverse antologie tra le quali per “Ti bacio in bocca, Stagioni, Luce e Notte, Milano verso Roma, Corale per opera prima, Il segreto delle fragole, Verba Agrestia” per LietoColle; “Subdoli voli” Pragmata Edizioni;” Poeti Lombardi” – G.Perrone Editore; “Donne si raccontano”: antologia otto marzo-2005/06/07/08 EditSantoro; “La follia” – Città di Romano Lombardia; “(S)Frutta il segno” La Vita Felice.
Ha ottenuto primi posti in diversi concorsi di poesia e segnalazioni di merito tra le quali “Le voci della Luna” 2010. Nel 2012 è tra i dieci finalisti del concorso “Poesia di strada”
Ada è stata ideatrice e organizzatrice di eventi culturali quale presidente del GLA (Gruppo Letterario Agratese) attualmente gira per il territorio leggendo poesie, partecipa ad eventi di lettura a voce alta per la Biblioteca “Enzo Biagi” del suo paese e partecipa ai Poetry Slam.

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8 Risposte to “Ada Crippa”

  1. domenica luise Says:

    Che belle e quanto vere ed essenzialmente espresse queste poesie, come ringraziare Cristina, cercatrice di perle nell’ammasso attuale? Bravissima, signora, complimenti.

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  2. Anna Maria Curci Says:

    La parola ha la musica e plasma la forma della coscienza nel tempo. Molto apprezzate le poesie lette qui. Grazie

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  3. Ada Crippa Says:

    Quando Cristina mi propose di entrare in questo giardino, ero quasi incredula ed esplosi in una gioia ragazzina. le sono debitrice di questa gioia che se la incontro… bacio!!!

    Ringrazio moltissimo Narda Fattori per la lettura e l’interpretazione che ha saputo dare alle mie. Stare qui con voi è piacevole e gratificante per me.tante voci, tanti poeti e poesie toccanti che nutrono piacevolmente l’animo e fanno riflettere la mente.

    Grazie a tutte!

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  4. natàlia castaldi Says:

    Ada mi piace veramente tanto, come poeta e come persona; in generale, io credo inscindibili le due cose; nel suo caso lo sono splendidamente.

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  5. cristina bove Says:

    Ada, per me. per noi, è stato un piacere averti qui, la tua presenza arricchisce di poesia e umanità questo luogo.
    Grazie

    cri

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  6. sara ferraglia Says:

    “Faccio bolle di sapone perchè mi piace la grazia con cui vanno a morire”.

    Grazie per immagine .
    Il potere che ha la poesia di evocare delicatezza anche l’idea della morte.

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  7. leopoldo2013 Says:

    Negli ultimi tre versi di “Bolle di sapone” c’è “il di più” presente in Ada Crippa , la sensibilità dello sguardo , la pronuncia preziosa e personalissima della poesia .
    leopoldo attolico –

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  8. Ada Crippa Says:

    grazie, Leopoldo, della lettura e della tua interpretazione

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