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Anna Maria Bonfiglio

24 luglio 2017

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BATTE NEI TIMPANI

 

 

Mi giace dentro il silenzio

e mi sommuove una furia

di sangue

nell’ora che attrista

foglie d’aria

 

E’ la stagione del miele

 

La conchiglia caduta

nel pozzo d’agosto

ha perso il suono del mare

 

Batte nei timpani

una nenia d’amore

e di lontananza.

 

 

 

 

 

SENZA TEMPO

 

Raccontami i tuoi pensieri

a cavallo dei giorni senza storia

l’ansia colata a picco nella noia

la monotona routine

di pratiche d’ufficio da sbrigare

 

Nella tela che tesse il quotidiano

rimangono attaccate

le incredibili imprese del donchisciotte

che adesca la penombra

 

La vita si assottiglia

già non è che refe

dipanato a rammendarci gli occhi

 

Resta la mano tesa verso l’ignoto

l’insopprimibile voglia

di battere un tempo

che non conosca tempo.

 

 

(Dalla raccolta Nell’universo apocrifo del sogno, Ed. Il vertice, 1985)

 

Un’attenzione vigile domina i versi di questa raccolta, dove Anna Maria Bonfiglio ha coscienza di giocare tutte le carte del rischio in una poesia che senza rinunciare al melos è costruzioni di sentimenti messi a nudo in una scansione di ritmi che reinventano la vita e la sua doglia. (Carmelo Pirrera)

 

 

 

EURIDICE

 

 

 

Allontana i tuoi passi dalla mia notte

non ti voltare se la mia voce ti chiama

e ti lusinga. Se mi guardi

è cenere il mio sangue

i miei piedi un blocco di cemento

 

Ho contato mille volte gli aironi

oltre la roccia scura

che mi bendava gli occhi

e ho cercato la luce

nel ricordo del canto

che mi spezzava il cuore

 

Ma seppi troppo tardi che non fu amore

a spingerti nel fuoco del mio inferno

e questo andare avanti senza ali

questo precederti cieco nella solitudine

è la condanna che predissero gli aruspici

rivoltando viscere d’agnello

accanto alla mia culla

 

Il mio lamento è muto

non pretende pietà né la dispensa

Dirotta la tua voce ad altri orecchi

Che mi si tolgano tutti e cinque i sensi

che mi si lasci errare per le vie del buio

prima di morire una volta ancora

nell’illusione di essere raggiunta.

 

 

 

 

ASSENZA

 

 

Forse è naturale consegna

quest’assenza che nessuno reclama

l’ombra solo a me visibile

negli occhi di chi mi parla.

 

L’azzurro è svolato

verso cieli che ignoro

la notte è segreto

che taglia il respiro.

 

Ovunque la pena.

 

Attendere lune chiare

fra i rami secchi del platano

mentre tu navighi altre barche

e tendi a svalutare

l’oro del mio cuscino.

 

Svegliarsi e sentire

la vita che torna

un grembo profondo

per nascere ancora.

 

 

(Dalla raccolta Le voci e la memoria, Ed. Gabrieli, 2000)

 

Testi di immediata comunicazione, nel loro linguaggio colloquiale, eppure così finemente elaborato fino a una non rara rarefazione. E nonostante la materia di questi versi sia notevolmente carica di emozioni e commozioni, tutto appare sufficientemente distaccato: quel tanto che basti, appunto, a sublimare la materia stessa nel superiore equilibrio dell’arte. (Lucio Zinna)

 

L’architettura del verso di Anna Maria Bonfiglio si snoda in semplicità formale, essenziale nel costrutto liquido, senza tentennamenti e senza costrizione alcuna. Segno che contenuto e forma sono compenetrati in un unicum inscindibile e autentico. (Ester Monachino)

 

 

 

XX

 

 

Esci dal mormorio segreto di quest’ora

lasciando perle d’uomo

a navigare sopra l’ombelico

Sono nuvole d’aria le parole

silenziosa ricchezza

che resta tatuata sul cuscino

Nel lungo corridoio della sera

stazionano le ombre di noi due

strette nel cerchio chiuso dell’abbraccio

Sarà notte fra poco

e i nostri passi andranno ad altre vie

a raccontarsi la vita d’ ogni giorno

 

 

 

XXI

 

Che sia un buon giorno per la casa

che ci portiamo sulle spalle

Per ogni soffio che vuole annientarla

per ogni flutto che vuole annegarla

si allarghi il cielo

e si addormenti il mare

Che sia  una lama a separare

il pianto e l’allegria

e forbici taglienti a liberarla

d’ogni sua malattia

Che sia per te la luce il nome mio

E sia per me tu il canto senz’oblio

 

 

(Dalla raccolta Per tardivo prodigio, Ed. Thule, 2007)

 

La Bonfiglio incarna pienamente la donna del post-femminismo, quella che non assolutizza più la libertà con astuzie strategiche e che ha ricercato nuove strade che le dessero la pienezza della vita. Leggendo Per tardivo prodigio mi sono ancor più convinta di quanto la poesia sia strettamente legata alla vita e di quanto essa ubbidisce alle pulsioni interiori. La Bonfiglio crea immagini coi versi, sposta macigni con la piuma grazie alle sue composizioni e al sorriso che le pervade. (Lina Riccobene)

 

Nella poesia di Anna Maria Bonfiglio c’è una perfettamente espressa adesione, in un certo senso gioiosa, alla vita e il tutto in modi di espressiva semplicità, una semplicità che sta su un sorvegliatissimo filo di rasoio, un equilibrio che le consente di non essere mai banale e mai allo stesso tempo ricercata. ( Andrea Camilleri )

 

L’APPARENZA

 

Non guardare di me l’occhio che ride

la voce fresca

o l’ilare bocca che adesca.

Nell’atlante che sfiori con le dita

non cercare le alture ardimentose

o le pianure erbose.

Esplora invece i fiumi azzurri

sotterranei che adornano

le mani, le logorate valli

i merletti dei tarli.

Quello che non appare

è l’ago che segna la scissione

fra il viaggio dell’andata e l’inversione.

 

 

 

IN ALTRO LUOGO

(a mio padre)

 

Muti d’abbracci i nostri giorni

si persero nel tempo di un respiro.

Vicini nella resa

ci prendemmo le mani

-fievoli le tue,  percorse

da ingrossati rivi pallidi,

le mie rapaci, ancora a reclamare

crediti legittimi e insoluti.

 

E’ un’altra volta autunno

e nell’umida luce

che taglia il silenzio della stanza

torni anche tu

nella quietezza antica che mi manca.

Potessi avere almeno la certezza

di ritrovarti ad aspettarmi

-quando chiuderò per sempre la mia casa-

e insieme finalmente camminare.

 

(Dalla raccolta Il miele amaro, Ed. CFR, 2013)

 

L’autrice porge al lettore i suoi versi in una lingua molto musicale, attenta e misurata nei significati che trasmette, nella ricerca di parole precise e restituite alla loro dignità di simbolo. La metrica è quella della prosodia classica, basata sull’endecasillabo. Una raccolta segnata da una scelta di semplicità  e sapiente misura stilistica che denotano non soltanto un gusto raffinato nella scelta timbrica, ma anche uno studio attento e una costante lettura e frequentazione della poesia. (Dalla prefazione di Gianmario Lucini)

 

(…) Fra l’altro il sentimento del tempo che la poetessa mette in scena non è comune, poiché, non solo lascia deliberatamente andare via il passato e non si affanna troppo a fermarlo; ma trasforma la perdita e la nostalgia in una scelta liberatoria: lo spazio ed il tempo terreni si allontanano sempre più, i silenzi diventano “un’abitudine di docilità”, come lei li definisce, e soprattutto la memoria, anche se la visita, non ha più una funzione consolatoria. Nell’ultimo testo, infine, l’anima “s’inabissa dentro profondi mari”. Il viaggio è arrivato al termine e nessuno, come lei scrive con umiltà, ode il fischio della nave che parte.(Franca Alaimo)

 

 

 

 

 

ANNA MARIA BONFIGLIO è nata nel 1942 a Siculiana(AG) e risiede a Palermo dove svolge attività culturale nell’ambito letterario e giornalistico. Giornalista pubblicista, ha collaborato ad un settimanale del gruppo Rizzoli , ai mensili SiciliaTempo e Insicilia, alla rivista Silarus e a molti altri periodici di carattere letterario. Ha curato un corso di analisi ed interpretazione del testo poetico presso l ‘ Istituto  Professionale CEP di Palermo  ed un laboratorio di scrittura creativa presso la sede regionale ENDAS Sicilia. Ha pubblicato le raccolte di poesia:

LE PAROLE NON DETTE (Ed.Thule, Palermo1978)

LE VOCI DEL SILENZIO (Ed.Thule, Palermo1979)

UGUALI DIMENSIONI (Ed. S.S.C Catania 1981)

L’INSANA VOGLIA D’ARDERE (Ed. Gabrieli, Roma 1982, premio Fragmenta d’oro)

NELL’UNIVERSO APOCRIFO DEL SOGNO (Ed. Il Vertice, Palermo1985, premio Emily Dickinson)

LA MARNA E L’ARENARIA (poesie inserite nell’antologia del Novecento GLI EREDI DEL SOLE, Ed.Il Vertice, Palermo 1987)

LA DONNA DI PICCHE (Ed.Il vertice, Palermo 1989)

ALBUM – Sedici dediche ( Ed.Insieme nell’arte, Palermo 1991)

SPINNU ( Ed.Pubbliscoop, Sessa Aurunca 1996, premio Città di Marineo)

D’OMBRA E D’ASSENZA ( Issimo,Ed. Il Vertice, Palermo 1999)

LE VOCI E LA MEMORIA ( Ed. Gabrieli, Roma 2000)

TRA LUCE ED OMBRA IL CANTO SI DISPIEGA/ 5 POETI PER PALERMO (Ila Palma, Palermo 2002)

La raccolta di racconti:

L’ULTIMA DONNA (Ed. Pubbliscoop, Sessa Aurunca 1994)

I saggi:

IL MITO NELLA POETICA DI CESARE PAVESE (supplemento a Insieme nell’arte, Palermo 1990)

CAMILLO SBARBARO-IL DOLORE DEL VIVERE (Silarus, Battipaglia)

EREDITARIETA’ E PREDESTINAZIONE NEI PERSONAGGI DEI VICERE’ (Silarus, Battipaglia)

Ha inoltre pubblicato saggi e recensioni su riviste e periodici del settore.

Sue poesie sono state tradotte in finlandese ed inserite nell’antologia Valkosoihtujen tasangolle a cura di Anu Rinkinen.

Collabora alle riviste online PAGINAZERO, PROGETTO BABELE, STAMPA ALTERNATIVA E LETTERARIAMENTE

 

email: annbonf@inwind.it

websites: http://crea.html.it/sito/an42

http://web.tiscali.it/annamariabonfiglio

 

 

 

 

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Anna Maria Bonfiglio

14 gennaio 2014

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ALBUM

(a mia madre)

Dall’album di famiglia
sorridi in una foto in bianco e nero
-donna autarchica con borsa ed ombrellino.
Due onde di capelli sulla fronte
come quelle dive che ammiravi
ritratte sui giornali color seppia.
L’artista catturò una gioia ignara
un’oncia d’allegria prima che il tempo
ti consegnasse ombre e pieghe amare.
Da quello scoglio che ti regge eretta
-giovane fuso in cerca del suo filo-
non vedi che l’azzurro del tuo cielo
il volo degli aironi a pelo d’acqua.
Fu solo dopo (quanto dopo?
un battito di ciglia un fiato un sogno?)
che quel sorriso venne cancellato
e noi non ti vedemmo mai
in quella posa che non t’assomiglia.
Peccato non averti detto prima
(prima che la stagione d’oro spento
ti regalasse l’ultima violenza)
che s’ebbe vita breve quel sorriso
fu anche in buona parte causa mia.

(dalla raccolta Album-Sedici dediche, Ed. Insieme nell’arte 1991)

                                                                          

                                                                     

PER UN DISTACCO

Qualche volta si muore
-di silenzio
o di parole che non vuoi sentire
e non ti basta
sapere che nell’ombra del distacco
s’annida ancora un rantolo di vita.
Si può morire
per una foglia secca e calpestata
per l’anòdino unguento di un ricordo
si può morire cento e cento volte
nelle frasi banali di un saluto.

Altra cosa
saperti per i viali di Mondello
o in un bar del centro di Palermo
(una canzone ruffiana e caffè freddo
aspettando le brume).
Fra due c’è sempre uno
che resta appeso al gioco degli abbracci
(non sai s’è meglio andare o rimanere).

La nave ha già mandato i tre segnali:
ci salutiamo con occhi di sale
e ricami d’amore sulla pelle.
Quelli che noi non siamo
vivranno in episodi ricorrenti
(la cena fuori o la partita a carte)
la realtà dicibile
l’altra e’ un sussurro
che sfiata dalla mia alla tua bocca.

Non ti chiedo neppure cosa sono
nella tua vita di ferite e rughe.
Ti leggo sulle mani
i segni dei ritorni ripetuti
e so che sei per me pianto e carezza
stazione provvisoria ove si torna
mosca impazzita
nel dedalo dei sogni capovolti.

(dalla raccolta Le voci e la memoria, Gabrieli Editore, 2000)

                                                       

                                                                                   

FIACCOLATA

(Anniversario dei morti per mafia)

                                          

Alza città di pianto sulle mura
una nuvola rossa che sia fuoco
per la viltà di chi si fa più forte.
Ora che s’è compiuto il tradimento
non abbiamo più rose né lenzuoli
per le bare di quelli che hanno perso.

Pesano i morti
e pesa l’abbandono.

Domani il sole stenderà bandiere
sul dolore dei vivi
e accorderà i suoi passi
al cammino dei nuovi combattenti.

(dalla raccolta Il miele amaro, ed. CFR 2013)

                                                         

                                            

Anna Maria Bonfiglio vive a Palermo dove svolge attività culturale nell’ambito letterario. Giornalista pubblicista,  ha collaborato con i settimanali dei gruppi Rizzoli e GVE, con i mensili Siciliatempo e Insicilia, con la rivista Sìlarus e con molti altri periodici fra cui Kaléghé, Il giornale del Mediterraneo, Sicilia Notizie, La Nuova Tribuna Letteraria. Suoi articoli, brevi saggi e poesie sono reperibili sul web all’interno di alcuni siti  fra cui Italialibri, Progetto Babele, VDBD, Letterariamente, L’araba felice, Il sottoscritto. Ha curato un corso di analisi ed interpretazione del testo poetico presso l’Istituto Professionale CEP di Palermo ed un laboratorio di scrittura creativa presso la sede regionale ENDAS Sicilia. Dal 1987 al 1998 è stata presidente dell’Associazione Scrittori e Artisti e nel 1998 del Gruppo Ottagono Letterario. Ha diretto il periodico Insieme nell’Arte ed il giornale online Quattrocanti; ha inoltre scritto prefazioni per antologie e raccolte poetiche e curato readings di poesia. Ha pubblicato le raccolte di poesia: Le parole non dette (Ed.Thule, Palermo 1978); Le voci del silenzio (Ed.Thule, Palermo 1979); Uguali dimensioni (Ed. S.S.C Catania 1981); L’insana voglia di ardere (Ed. Gabrieli, Roma 1982, I°premio Fragmenta d’oro); Nell’universo apocrifo del sogno (Ed. Il Vertice, Palermo1985, premio Emily Dickinson); La Marna e l’Arenaria (poesie inserite nell’antologia del Novecento Gli eredi del sole, Ed.Il Vertice, Palermo 1987); La donna di picche (Ed.Il vertice, Palermo 1989); AlbumSedici dediche (Ed.Insieme nell’arte, Palermo 1991,3° premio “Faliesi”); Spinnu (Ed.Pubbliscoop, Sessa Aurunca 1996, I° premio Città di Marineo e I° Premio Città di Prizzi); D’ombra e d’assenza (Issimo,Ed. Il Vertice, Palermo 1999); Le voci e la memoria (Ed. Gabrieli, Roma 2000, segnalazione Premio Marineo); Tra luce ed ombra il canto si dispiega -5 poeti per Palermo (Ila Palma, Palermo 2002); Per tardivo prodigio (Ed. Fondazione Thule Cultura, Palermo 2006, 2° Premio Erice Anteka). In prosa ha pubblicato la raccolta di racconti L’ultima donna, i romanzi brevi La verità nel cuore  e Scelta d’amore, i saggi Il mito nella poetica di Cesare Pavere (supplemento a Insieme nell’arte, Palermo 1990); Motivi di femminismo nella letteratura italiana del primo Novecento (Silarus, Battipaglia, 1985); Maria Messina in Figure femminili del Novecento a Palermo (Ed.ULITE, 2000), A cuore scalzo- La vita negata di Antonia Pozzi (Ed. CFR, 2012); La vicenda di gioia e di dolore nella poesia di Camillo Sbarbaro (Ed.CFR, 2013). Sue poesie sono state tradotte in finlandese ed inserite nell’antologia Valkosoihtujen tasangolle a cura di Anu Rinkinen. Nel 1994 le è stato assegnato il Premio di Cultura “Città di Monreale”, nel 2005 ha ricevuto il Premio Speciale “Giacomo Giardina” alla carriera e nel 2008 il premio letterario “Salvatore Gotta” per 30 anni di attività svolta nell’ambito della cultura nazionale.